(Foto: Andrey Yurlov)
in foto: (Foto: Andrey Yurlov)

Tra i progetti tecnologici e apparentemente irrealizzabili che il governo cinese sta coltivando, uno dei più costosi è probabilmente la linea ferroviaria China-Russia-Canada-America: il progetto prevede un treno superveloce che colleghi Cina e Stati Uniti passando da un tunnel sottomarino, per un tragitto della lunghezza totale di ben 13.000 chilometri e un prezzo complessivo che è stato calcolato in circa 200 miliardi di dollari.

Il progetto in realtà risale al 2014 e immagina una lunga tratta ad alta velocità basata su treni a levitazione magnetica, che unisca i due Paesi partendo dalla Cina continentale per poi salire nella Russia orientale attraverso la Siberia e giungere fino allo stretto di Bering. Giunta a questo punto la linea dovrebbe inabissarsi per un tratto quattro volte superiore a quello del tunnel della Manica, per poi riemergere in Alaska, ovvero già in territorio statunitense. Il progetto dovrebbe poi proseguire attraverso il Canada, passando da Yukon e Columbia Britannica, per poi terminare nuovamente negli Stati Uniti.

I tasselli per rendere realizzabile l'ipotetica linea ferroviaria non sono però ancora tutti al loro posto. La Cina sta sperimentando solo adesso con tunnel subacquei destinati al passaggio di treni ad alta velocità: la linea Ningbo–Zhoushan è entrata in fase di costruzione pochi mesi fa, e misura 77 chilometri dei quali circa 16 passeranno sott'acqua. Gli Stati Uniti dal canto loro hanno approvato pochi mesi fa la costruzione di una linea di collegamento con il Canada che coprirà 2.400 chilometri di distanza. La maggior parte del lavoro però è ancora da ipotizzare in modo concreto.

Le ultime notizie sugli accordi tra Cina e Russia in merito alla realizzazione del progetto sul loro territorio risalgono ancora al 2014 e hanno provocato critiche da parte di numerosi detrattori – convinti che la linea sarebbe stata ridondante e che i collegamenti via aria e acqua sarebbero risultati più economici. Il progetto promette però di portare allo sviluppo di tutte le aree geografiche coinvolte, molte delle quali sono angoli remoti del pianeta dal potenziale rimasto inespresso anche per la mancanza di infrastrutture. Non è detto insomma che con gli ultimi sviluppi in Cina e Stati Uniti non si torni presto a parlare di quest'opera in grado di unire due parti del pianeta così distanti tra loro.