Per chi naviga online senza prestare particolare attenzione all'evoluzione del linguaggio in Rete, cringe è probabilmente la parola del momento. L'inglesismo in realtà è in uso ormai da anni all'interno di chat, social network e piattaforme di condivisione per indicare situazioni, atteggiamenti e persone imbarazzanti – o perfino la sensazione stessa di imbarazzo; in questi giorni però il lemma è finito sotto i riflettori della stampa nazionale perché l'Accademia della Crusca ha recentemente deciso di dedicargli una scheda – provocando le (tardive) reazioni di favorevoli e contrari a un suo presunto ingresso nel vocabolario italiano.

Cosa è cringe

La scheda compilata dall'accademia della Crusca risale al 15 gennaio e definisce cringe in due modi: come aggettivo ha il significato di "imbarazzante, detto di scene e comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio in chi le osserva"; come sostantivo rappresenta invece "la sensazione stessa di imbarazzo", o "il fenomeno del suscitare imbarazzo e, in particolare, le scene, le immagini, i comportamenti che causano tale sensazione". Il lemma è stato importato dall'inglese su forum e social network come Twitter già più di 10 anni fa, anche se la diffusione nei contesti social è un fenomeno degli ultimi anni: una volta assorbito dai parlanti nostrani, il termine è stato coniugato in tutti i modi trasformandosi anche in verbo (cringiare) e finendo con il descrivere – come del resto avviene anche nel resto del mondo – anche conversazioni, persone, opere dell'ingegno e perfino generi cinematografici.

Il dibattito

Per questo in realtà sull'ingresso di cringe nella lingua italiana c'è ben poco da dibattere o mettere ai voti. Da una parte testate online e giornali cartacei hanno spiegato come l'Accademia della Crusca abbia certificato o avallato l'utilizzo della parola nella lingua italiana, ma in realtà le cose stanno diversamente, come ha precisato la stessa Accademia. L'istituto infatti non ha il potere di certificare l'ingresso di nuove parole nella lingua italiana, né se è per questo di impedirlo; un lemma entra a far parte di una lingua proprio attraverso l'uso comune, e da questo punto di vista l'Accademia si limita a osservare una situazione in continuo divenire. Cringe insomma era già diventato un termine ampiamente in uso nella lingua italiana ben prima del 15 gennaio, anche se la sua adozione è avvenuta presso una comunità di parlanti inizialmente ristretta, come i frequentatori di Internet e specialmente quelli di più giovane età.