Avete presente i filtri di Snapchat e di Instagram che tutti utilizzano nelle Storie (e non solo)? Qualcuno vuole farli diventare permanenti. L'ultima moda nel campo della chirurgia plastica sembra essere proprio questa: sottoporsi ad un'operazione per avere pelle liscia e forme del volto perfette. Come nei selfie di Snapchat. È la dismorfofobia causata da Snapchat che ora sta spingendo alcune persone ad affidarsi alla chirurgia estetica per trasformare il proprio corpo in quello mostrato dall'applicazione social, i cui filtri sono spesso in grado di modificare le forme del volto per renderle più gradevoli. Lo affermano alcuni medici sulle pagine del Journal of the American Medical Association (JAMA).

In un articolo intitolato "Selfie, vivere nell'era dei filtri fotografici", tre chirurghi plastici hanno lanciato l'allarme in merito a come questi filtri stiano spingendo le persone verso la chirurgia, soprattutto chi soffre di dismorfofobia, cioè la fobia nata da un'eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea e che spesso sfocia in una visione distorta di sé. Il problema, nel caso di Snapchat, è che i filtri di bellezza creano un paragone concreto tra l'immagine reale e quella "perfetta", elemento che nelle persone più sensibili può accrescere questa percezione negativa di sé.

La maggior parte dei filtri dell'applicazione agisce infatti anche sulle forme del volto, lisciando la pelle, smagrendo il viso e ingrandendo gli occhi. Il risultato finale è un'immagine artificialmente più bella dell'aspetto fisico di una persona. Così alcune persone stanno utilizzando queste immagini come punto di riferimento per le operazioni di chirurgia plastica. Non che questa tendenza sia una novità: in passato chi si voleva sottoporre ad un ritocco portava spesso fotografie (comunque photoshoppate) delle celebrità. "Ora, invece, Snapchat ha spinto le persone a cercare la chirurgia plastica per trasformarsi nelle versioni ‘filtrate' di loro stessi, con labbra piene, occhi più grandi e nasi più sottili" spiegano gli autori dell'articolo. "Si tratta di un trend allarmante, perché questi filtri spesso rappresentano dei risultati irraggiungibili e rendono meno chiara la linea tra realtà e fantasia per questi pazienti".