Esattamente una settimana fa il destino di TikTok negli Stati Uniti sembrava più a rischio che mai: il dipartimento del commercio USA aveva diffuso una nota nella quale ricordava che — in assenza di un accordo per garantire la gestione locale degli asset USA del gruppo — i download dell'app sarebbero stati bloccati. Lo sviluppatore ByteDance sembrava riuscito a far approvare in extremis i termini di un'intesa preliminare con il colosso statunitense Oracle e a far posticipare di una settimana l'entrata in vigore dello stop, ora prevista per domenica 27 settembre. Ora che anche quest'ultima data è alle porte però non c'è ancora alcuna certezza sull'accordo tra le due aziende.

L'incertezza sull'accordo

Al centro della vicenda c'è TikTok Global, una nuova azienda che sarà incaricata di gestire il social negli Stati Uniti e nella quale confluiranno partecipazioni di ByteDance e Oracle. Inizialmente sembrava che ByteDance dovesse mantenere una quota di maggioranza all'interno del nuovo gruppo, lasciando a Oracle e all'alleata Walmart la possibilità di partecipare all'operazione in subordine. Nella giornata di lunedì però Oracle ha affermato che ByteDance non avrebbe avuto alcun ruolo in TikTok Global, e che l'azienda sarebbe stata controllata in maggioranza da aziende americane. Quasi contemporaneamente ByteDance ha affermato invece che l'azienda sarebbe stata "una sua sussidiaria al 100 percento".

Il fatto che i dettagli dell'accordo non siano ancora stati resi pubblici sta contribuendo a creare confusione tra gli osservatori, ma una fonte interpellata da CNN sembra dare parzialmente credito alla versione di Oracle: stando alle informazioni ottenute dall'emittente statunitense, TikTok Global dovrebbe essere messa in parte nelle mani di attuali investitori — cinesi e internazionali — coinvolti nella proprietà di ByteDance; il gruppo cinese in sé non dovrebbe però avere direttamente nulla a che fare con il nuovo soggetto. La quota nelle mani di Oracle e Walmart dovrebbe rappresentare poco più della metà del totale.

Il parere di Pechino

Trump dal canto suo ha già reso chiaro di non aver intenzione di accettare alcun tipo di presenza cinese all'interno dell'azienda, ma l'approvazione degli Stati Uniti non è l'unica della quale ByteDance deve preoccuparsi. Il mese scorso il governo cinese ha infatti varato nuove norme che impongono alle aziende locali di ottenere un'autorizzazione speciale prima di poter vendere o esportare alcune particolari tecnologie all'estero, e gli algoritmi di intelligenza artificiale che rendono TikTok così speciale rientrano nelle categorie menzionate nel provvedimento. Nell'accordo alla base della creazione di TikTok Global sembra sia previsto che Oracle possa visionare il codice sorgente di TikTok, ma anche che non ne diverrà proprietaria; nonostante questo, ByteDance ha inoltrato a Pechino una richiesta di autorizzazione della quale è ancora attesa la risposta.

La vigilia del nuovo stop

I motivi per i quali l'accordo potrebbe ancora finire in un nulla di fatto o tardare a concretizzarsi insomma sono ancora numerosi, tanto che la vicenda potrebbe non chiudersi in tempo per la data del 27 settembre e mettere l'app nuovamente a rischio. Per questo motivo un giudice statunitense nella giornata di ieri ha ordinato all'amministrazione Trump di rinviare ancora una volta il blocco di TikTok, oppure di fornire argomentazioni in risposta alla richiesta di ByteDance che negli scorsi giorni aveva avviato una procedura per un'ingiunzione preliminare che fermasse il blocco una volta per tutte. La nuova proroga dello stop dovrebbe essere concessa entro questo pomeriggio (le 20:30 ora italiana); in caso contrario, il giudice valuterà le richieste di ByteDance attraverso una udienza fissata per la mattinata di domenica.