Dopo una partenza poco entusiasmante che aveva fatto temere per il destino dell'app, i download di Immuni stanno continuando a crescere a ritmo spedito ormai da settimane. Negli ultimi giorni il software è stato scaricato da più di un milione di persone, mentre nei mesi estivi le installazioni erano aumentate a ritmi preoccupanti. L'app è stata scaricata più di 8,6 milioni di volte — una cifra che questa volta non è stata fornita dal grafico dei download allestito dagli sviluppatori, ma direttamente dal ministro per l'innovazione tecnologica Paola Pisano, che ha voluto fornire anche altre statistiche sull'utilizzo della piattaforma per il tracciamento dei contagi da coronavirus.

Il ministro ha ribadito che dall'inizio del mese di ottobre i download di Immuni sono stati 1,967 milioni, e che dal 13 luglio le segnalazioni inviate agli smartphone di utenti venuti in contatto con i nuovi contagiati sono state 10.060. Da giugno a oggi strumento per il momento è servito a individuare e spegnere sul nascere 16 potenziali focolai di infezione, ma è in questo prossimo periodo che l'app si rivelerà fondamentale: sul totale delle segnalazioni effettuate dal mese di luglio infatti la maggior parte è da ricondursi all'attività dell'app nelle ultime settimane — vuoi per il maggior numero di utenti che la utilizzano, vuoi perché i contagi stanno effettivamente tornando ad aumentare.

Pisano è inoltre tornata su un tema dibattuto fin dalla pubblicazione di Immuni, ovvero l'efficacia dell'app di tracciamento in relazione alla percentuale di utenti che deciderà di installarla. Dopo i primi studi che individuavano nel 60 percento una soglia ideale di penetrazione dell'app, calcoli più recenti hanno concluso che l'utilizzo di un'app di tracciamento da parte del 15 percento della popolazione è in grado di contenere il numero dei contagi e dei decessi, sempre che sia sfruttata insieme alle tradizionali misure come distanziamento sociale e utilizzo delle mascherine.

Ad oggi — afferma il ministro — la soglia è stata superata: il numero annunciato corrisponde infatti al 16 percento degli italiani con più di 14 anni. Quel che a volte manca — è la denuncia che arriva dai pazienti — è la prontezza da parte delle autorità sanitarie a prendere in carico le segnalazioni degli utenti e trasformarle in tamponi diagnostici che aiutino a risalire la catena dei nuovi contagi, spegnendo con prontezza i focolai. Mentre il governo dovrà impegnarsi su quest'altro fronte, il software debutterà presto nel resto d'Europa: a partire dal 19 ottobre infatti Immuni sarà utilizzabile anche all'estero, nei territori UE che aderiranno all'accordo internazionale sottoscritto per mettere in comune le app di tracciamento dei diversi Paesi dell'Unione.