6 Febbraio 2020
10:51

“L’arrivo di un treno” dei Lumière trasformato in un video 4K dall’intelligenza artificiale

Il cortometraggio proiettato per la prima volta nel 1896 è rimasto uno dei film più celebri della storia del cinema. A più di 120 anni di distanza un utente di Reddit l’ha restaurato trasformandolo in un video in 4K dalla qualità sorprendente con l’aiuto di algoritmi di intelligenza artificiale.
A cura di Lorenzo Longhitano

Sempre più spesso le case di produzione cinematografiche che detengono i diritti dei film che hanno fatto la storia decidono di farne uscire sul mercato versioni restaurate e ottimizzate per la visione sui moderni TV e schermi ad altissima definizione. L'opera pubblicata online in queste ore però non arriva da una major e prende a modello il classico più classico della storia del cinema: "L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat", il celebre cortometraggio dei fratelli Lumière del 1896, che è stato riadattato e caricato su YouTube a risoluzione 4K e a 60 fotogrammi al secondo con una qualità sorprendente. La clip è stata annunciata su Reddit dall'utente Denis Shiryaev, che per realizzarla ha effettuato un'operazione di upscaling basata su numerosi algoritmi di intelligenza artificiale.

L'upscaling è un processo di calcoli matematici che serve per aumentare la risoluzione di un contenuto video. Una serie di algoritmi partono da una determinata immagine che contiene pochi pixel per ingrandirla e renderla più godibile su dispositivi che invece dispongono di pixel in abbondanza. L'upscaling si applica normalmente a foto o video catturati con tecnologie del passato per fare in modo che si possano vedere su monitor, smartphone, computer o TV moderni senza che l'immagine ne risulti sgranata — tanto che su alcuni televisori sono presenti processori che si occupano autonomamente di operazioni simili per trasformare le immagini di reti TV e vecchi DVD in flussi ad alta definizione.

L'operazione effettuata da Shiryaev però è decisamente più elaborata di quelle che hanno luogo automaticamente sui televisori casalinghi, e ha coinvolto l'uso di numerose reti neurali. Il sistema non si è cioè limitato a raddoppiare o triplicare il numero di pixel presenti replicando il loro contenuto o utilizzando formule fisse, ma ha prestato attenzione agli elementi contenuti nelle immagini per trattarle di conseguenza e fare in modo che il risultato fosse il più ricco di dettagli possibile. Il processo ha riguardato anche l'aggiunta di un flusso audio e di fotogrammi intermedi per arrivare a un totale di 60 al secondo, per un risultato decisamente degno di nota: osservando la clip restaurata non sembra per niente di avere a che fare con un corto di più di 120 anni fa.

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