Presto multe, contravvenzioni e comunicazioni provenienti dall'agenzia delle Entrate potrebbero smettere di arrivare per posta al domicilio di casa ed essere recapitate ai destinatari attraverso Internet, sul web. È la proposta che proviene in queste ore dal ministero dell'Innovazione, e che è stata inserita in un emendamento alla manovra attualmente in fase di discussione.

Il progetto del domicilio digitale

Per il momento nella proposta del ministero guidato da Paola Pisano sono inclusi solo gli atti amministrativi ed esclusi quelli giudiziari, ma l'obbiettivo finale è più ambizioso: realizzare un vero e proprio domicilio digitale, attraverso il quale lo stato possa raggiungere il cittadino con le sue comunicazioni in modo diretto e senza bisogno di utilizzare le comunicazioni cartacee e il classico numero civico. Il sistema dovrebbe essere accessibile online attraverso una piattaforma la cui gestione sarebbe affidata a Pagopa, ma l'ipotesi è che possa essere connesso agli indirizzi email dei cittadini e a una eventuale app, di modo che le notifiche di multe e comunicazioni in arrivo possano giungere sempre tempestivamente.

La spinta sull'identità digitale

Prima di ricevere multe via email però passerà ancora del tempo: l'assegnazione dei domicili digitali ai cittadini infatti sarebbe inevitabilmente connessa alla diffusione dell'identità digitale Spid, che per il momento procede a rilento e che non per niente il ministero intende velocizzare. Tra le proposte effettuate in queste ore c'è infatti anche quella di fare in modo che il rilascio del PIN unico necessario ad accedere ai servizi connessi al Sistema pubblico di identità digitale sia gestito dallo Stato e collegato a quello della Carta d'identità elettronica: l'obbiettivo in questo caso è quello di attivare fino a 15 milioni di nuove identità digitali entro la fine del 2020 e di arrivare a coprire la totalità della popolazione entro il 2022.