31 Ottobre 2014
13:12

Le persone che scattano selfie sono più estroverse e coscienziose

Nel corso del convegno “Mente e social media: come cambia l’individuo?”, la Fondazione Ibsa e l’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno presentato a Milano un nuovo studio legato ai selfie, gli ormai celebri autoscatti che vengono condivisi su Facebook e sui vari social network.
A cura di Matteo Acitelli

Nel corso del convegno “Mente e social media: come cambia l’individuo?”, la Fondazione Ibsa e l'Università Cattolica del Sacro Cuore hanno presentato a Milano un nuovo studio legato ai selfie, gli ormai celebri autoscatti che vengono condivisi sui social network. Dalla ricerca, effettuata su 150 partecipanti con età media di 32 anni (35% maschi, 65% femmine), è emerso che i motivi per cui si effettuano selfie da condividere su Facebook o altri social media è legato al "far divertire gli altri" (39%), alla vanità dei soggetti (30%) e alla volontà di avere un ricordo di un determinato momento della propria vita come un incontro con un personaggio famoso o una semplice serata trascorsa con gli amici (21%). I selfie vengono dunque scattati per far sapere agli altri cosa stiamo facendo, dove siamo e con chi siamo. Gli aspetti esteriori sembrano infatti essere più incisivi rispetto agli aspetti interiori.

Un altro dato evidenziato dalla ricerca condotta dalla Fondazione Ibsa e dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano è legata al sesso delle persone che si scattano selfie. La ricerca evidenzia che le donne si fanno più selfie degli uomini, le stesse prediligono i selfie per mostrare agli altri il proprio fisico e sperano, più degli uomini, di ricevere commenti positivi e Mi Piace alle varie fotografie caricate su Facebook. Allo stesso tempo le donne temono più degli uomini di ricevere commenti negativi sui selfie postati. Come ha spiegato nel corso del convegno il docente di Psicologia della Comunicazione e Psicologia e Nuove Tecnologie della Comunicazione Giuseppe Riva: "Le persone che si scattano selfie rispetto a coloro che non se li fanno, appaiono più estroverse e al contempo più coscienziose, più caute e capaci di controllarsi, con la tendenza a pianificare le proprie azioni piuttosto che ad agire di impulso". Presenti all'incontro anche il giornalista e scrittore Gianni Riotta ed il professore associato all’University of Washington Information School Kate Davis che ha affermato che è "l'interazione tra tecnologia e società a portare la gente a comportarsi in un certo modo, non le applicazioni e le altre tecnologie multimediali disponibili".

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