Tim Cook, CEO di Apple, ha publicato una lettera indirizzata agli investitori nella quale anticipa un primo trimestre caratterizzato da vendite degli iPhone sotto le aspettative. Una situazione che potrebbe costare all'azienda 9 miliardi di dollari e che sarebbe stata causata da un calo della domanda di iPhone in Cina e in altri paesi dove, invece, l'azienda di Cupertino si aspettava vendite più alte. Tra le altre spiegazioni fornite da Cook, anche le tempistiche di lancio degli iPhone XS e XS Max rispetto a quelle dell'iPhone X, il valore del dollaro americano e le limitazioni nella catena di produzione causate dal numero di nuovi prodotti lanciati nel 2018.

La causa principale, però, è una: le persone non stanno comprando gli iPhone. O meglio, non quanti ne vorrebbe vendere Apple. "Ricavi minori di quanto previsto, principalmente in Cina, sono i responsabili di un declino nei ricavi" ha spiegato Cook nella nota, sottolineando che le altre divisioni di Apple sono cresciute del 19 percento di anni in anno. E se da un lato è vero che divisioni come quella dei servizi sembrano essere quelle più promettenti dal punto di vista dei ricavi futuri, lo è anche il fatto che l'iPhone non solo rappresenta il core business di Apple, ma è anche il simbolo del suo dominio sul settore tecnologico.

"Le tensioni tra Stati Uniti e Cina hanno generato ulteriori pressioni sulla loro economia" ha continuato Cook durante un'intervista rilasciata a CNBC. Pressioni che hanno portato ad un minore numero di acquirenti nel paese asiatico. Tra i fattori che hanno contribuito alla situazione, il CEO sottolinea anche il grande taglio di prezzo della sostituzione della batteria di alcuni iPhone in seguito alle polemiche nate nel 2017. In tutto Apple prevede un calo di 9 miliardi di dollari per il primo trimestre dell'anno. La notizia ha portato ad un crollo del 10 percento nelle azioni della mela.