Di sostenibilità, negli ultimi anni, si è fatto un gran parlare, soprattutto da quando questo obiettivo è entrato anche nell’agenda dell’ONU prima (nel 2015) e dell’Unione europea poi (l’anno successivo). Un percorso fatto di impegni e di traguardi per arrivare al 2030 con un mondo diverso. Spesso, però, quei punti fondanti dell’Agenda 2030 sembrano così “distanti” dal nostro vivere quotidiano che si tende a interpretarli come impegni “in grande”, come azioni da compiere come Stati e non come singoli.

Invece è proprio da noi, dalle persone, che inizia il cambiamento. Ad esempio imparando a sfruttare e ad apprezzare di più le caratteristiche dell’economia circolare: si tratta di un sistema nel quale ciò che a qualcuno non serve più diventa non rifiuto ma ricchezza, perché può essere trasformato in una risorsa per qualcun altro. Un concetto che può essere difficile da capire ma che in realtà è molto semplice da applicare. Basta pensare alla moda vintage: vecchi abiti e oggetti datati che, invece di finire nella spazzatura, vengono rimessi sul mercato diventando una fonte di reddito per chi li vende e facendo la gioia di chi, collezionista, appassionato o semplice curioso, riesce ad aggiudicarseli.

E se il termine vintage spesso viene riferito solo all’abbigliamento, in realtà c’è un intero mercato, quello che un tempo si indicava come “seconda mano” e che oggi, in termini moderni, si chiama “second hand”, che vive e prospera proprio su questo principio. E che fa fiorire l’economia circolare favorendo il riciclo e il riuso di oggetti che magari qualcuno ha sepolti in cantina da anni e che qualcun altro, dall’altra parte del mondo, sta cercando disperatamente.

Un mercato che da sempre eBay favorisce grazie alle sue caratteristiche uniche, che consentono a chiunque di vendere i propri oggetti sul marketplace della più nota delle piattaforme di ecommerce, e che permettono a milioni di potenziali acquirenti in tutto il mondo di trovare in un click ciò che stanno cercando. Proprio grazie a questa “vetrina” che mette in contatto domanda e offerta, il mercato second hand si è evoluto diventando un vero e proprio fenomeno di costume.

E se sul canale Moda di eBay sia chi vende sia chi compra può fare grandi affari per quanto riguarda abbigliamento e accessori, lo stesso vale per qualsiasi altro oggetto. Che magari giace dimenticato in uno scatolone, e che qualcuno dall’altra parte del mondo aspetta solo di veder comparire su eBay per portarselo a casa. Oggetti di lusso ma anche semplici pezzi per intenditori; gioielli e bigiotteria ma anche collezioni “alternative” (come, ad esempio, quelle di tessere telefoniche o di regali delle merendine); fumetti d’epoca ma anche pezzi d’arredo; vinili, cassette e DVD ma anche elettronica non più funzionante da usare per i pezzi di ricambio: tutto, ma proprio tutto, può essere messo in vendita su eBay e trovare un compratore interessato.

Vendere su eBay, del resto, grazie anche ad app e piattaforma spedizioni, è più semplice e veloce di quanto si possa pensare: bastano tre rapidissimi passaggi. Si inizia creando l’inserzione (e se l’oggetto da vendere dispone di un codice a barre, basta inquadrare con lo smartphone: l’annuncio si compila automaticamente con le caratteristiche del prodotto), si prosegue scegliendo il prezzo di vendita (ed eBay consiglia automaticamente quello che, in base ad altri annunci simili, può essere adeguato) e si conclude impostando il tipo di spedizione (e anche in questo caso la piattaforma consiglia le opzioni migliori in base alle esigenze). Tutto qui: pochi click, e l’inserzione è pronta per essere pubblicata e vista da milioni di utenti.

Oggi, poi, vendere su eBay ciò che non si usa più non solo è facilissimo ma è anche più conveniente: su tutti gli oggetti messi in vendita tra le 12:00 del 15 febbraio e le 11:59:59 del 31 marzo, la piattaforma di ecommerce azzera le commissioni (che normalmente sono pari al 10% del prezzo finale di vendita dell’oggetto) sui primi 100 oggetti messi in vendita da ciascun utente. Con la promozione zero commissioni (che va attivata aderendo alla campagna sul sito) non ci sono quindi né costi di inserzione né commissioni di vendita: un bel vantaggio per chi decide di mettere in vendita i “tesori” nascosti negli armadi o nelle cantine, e un aiuto concreto per l’ambiente in tema di sostenibilità.