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L'emissione di anidride carbonica di una Intelligenza Artificiale inquina 5 volte di più di una automobile lungo tutto il suo ciclo vitale. E' questa, in sintesi, la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università del Massachusetts con una ricerca che in questi giorni è stata presentata solo in parte e che verrà resa pubblica in toto a Firenza, a fine luglio, in occasione del meeting internazionale Association for Computational Linguistics (ACL), giunto alla 57° edizione. Si tratta di uno scenario per certi versi sorprendente che, rispetto alla grande diffusione di tecnologie a Intelligenza Artificiale, pone un serio problema di inquinamento, proprio in un momento in cui è necessario avere grande sensibilità verso la salvaguardia dell'ambiente. E, di sicuro, parlando di emissioni di carbonio, associarla all'Intelligenza Artificiale non è la prima cosa che passa per la mente, anche perchè si tratta di algoritmi. Eppure, bisogna alimentare con energia elettrica i software che mettono in modo gli algoritmi, un ciclo di alimentazione che emette nell'aria una quantità di carbonio pari a quello di cinque auto, ossia 284 tonnellate equivalenti di anidride carbonica.

L'intelligenza artificiale inquina più delle auto, conclusione a cui nessuno sarebbe arrivato in effetti. Il tema sarà al centro del prossimo meeting internazionale, Association for Computational Linguistics (ACL), giunto alla 57° edizione, che so terrà a Firenze a fine luglio, occasione per conoscere interamente la ricerca di un gruppo di ricercatori dell'Università del Massachusetts che ha portato a conoscenza di questo elemento che impone una seria riflessione sull'impatto che avrà lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale sull'ambiente.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che lo sviluppo di una Intelligenza Artificiale provochi una emissione di anidride carbonica tale da essere cinque volte di più di quella di una automobile lungo in suo ciclo di vita. La ricerca è stata sviluppata tenendo come riferimento i parametri di inquinamento in vigore negli Usa, i risultati sono comunque utili per evidenziare un grande problema. L'emissione di una AI è pari a  284 tonnellate equivalenti di anidride carbonica.

Al momento il modello di AI più energivoro è il NAS, Neural Architecture Search, si tratta quindi di modelli molto dispendiosi in termini di energia, in uso nelle grandi aziende, che sono necessari per dare vita a modelli automatici di Machine Learning (ML). Per dare un esempio, si tratta di modelli che danno vita ad Alexa di Amazon oppure a Google Translate, il traduttore di Google.

La strada per ovviare  questo scenario è quella di utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili. E proprio il colosso Amazon, vista anche la diffusione di questo risultati, si è affrettato a fare sapere che nel 2018 ha superato la quota del 50 percento dell'utilizzo di energia rinnovabile, ribadendo il suo impegno a raggiungere la quota del 100 percento entro breve tempo. Su questo si sta muovendo anche Google che sta rendendo sempre più "verde" la sua rete.

Anche se, va ricordato, usando il 100 percento di energia da fonti rinnovabili non garantisce il 100 percento di emissioni zero.