"Lo uso per soddisfare le mie fantasie sessuali o replicare incontri sessuali con le mie ex fidanzate" scrive un utente su Reddit. "Mi ha permesso di sentirmi letteralmente di nuovo lì… le possibilità sono infinite" ha scritto un'altra persona. L'ultima frontiera del porno online va oltre il deep fake e i video "tradizionali", ma utilizza dei modelli tridimensionali creati prendendo spunto da volti reali che, in alcuni casi, vengono connessi a sex toys maschili decisamente "smart" che si muovono emulando ciò che accade nell'ambiente virtuale.

Gli avatar 3D sono l'ultima frontiera del porno

A mettere in evidenza uno dei fenomeni più in espansione del web ma altrettanto sconosciuto ai più, è Vice USA che ha provato ad entrare in questo particolare mondo fatto di creatori di modelli 3D (che utilizzano software come Virt-A-Mate e Foto2vam), utenti interessati a questo tipo di intrattenimento sessuale e un giro d'affari non indifferente generato dalla vendita dei modelli che vedono perlopiù avatar delle star dello spettacolo come Emilia Clarke, Natalie Portman, Emma Watson e Nicki Minaj venduti – sotto falso nome per motivi di legali – con abbonamenti mensili che possono variare da 1 a 100 sterline.

Gli utenti, poi, generalmente di sesso maschile, simulano un rapporto sessuale "senza limiti" con l'avatar, indossando dei visori per la realtà virtuale e collegando dispositivi come il Fleshlight Launch, che stimola l'utilizzatore con movimenti sincronizzati all'azione che avviene nell'ambiente virtuale.

“Lo uso per soddisfare le mie fantasie sessuali o replicare incontri sessuali avuti con le mie ex” ha scritto un utente su un subreddit dedicato, perché – ed è anche questo il punto fondamentale della questione – negli ultimi tempi sta diventando sempre più semplice procurarsi modelli virtuali personalizzati, con le sembianze di persone comuni e creati su richiesta degli utenti, chiaramente paganti.

Si tratta di un fenomeno in forte crescita, anche grazie alla community di quasi 8.000 membri nel subreddit dedicato, che non solo riescono ad ottenere modelli 3D prodotti da fotografie o video, ma che li condividono tra loro e li personalizzano all'inverosimile.

Più che legale, è una questione morale

Mentre negli Stati Uniti d'America le celebrità hanno il potere di combattere contro la creazione di avatar 3D con le proprie somiglianze, invocando il diritto alla pubblicità, in altri paesi (come l'Inghilterra, ad esempio) non esistono ancora regole concrete in merito a questa complessa vicenda, e chiunque decida di intraprendere una causa legale per contrastare questo fenomeno, dovrebbe farlo a fronte di pratiche piuttosto onerose.

Ma più che legale, si tratta di una questione morale. Perché la prima cosa da chiedersi è se questa controversa pratica sia una cosa che l'altra persona vuole davvero e se accetterebbe la creazione di un avatar virtuale con scopi puramente pornografici. "Non credo che nessuno dovrebbe creare rappresentazioni di questo tipo senza il consenso della persona reale" ha commentato John Danaher, esperto legale della National University of Ireland di Galway.

E se le tecnologie del deepfake e dei modelli tridimensionali fotorealistici fanno ogni giorno passi da gigante, non si può dire la stessa cosa delle leggi che potrebbero essere utili a contrastare il fenomeno. Un fenomeno perlopiù portato avanti da un pubblico maschile che, con celebrità o meno, tende sempre più a ledere – seppur virtualmente – l'immagine e la persona stessa, che si potrebbe trovare in scene pornografiche condivise in rete del tutto a sua insaputa, senza il proprio consenso e che data la precisione con cui viene ricreato il volto potrebbe essere facilmente riconosciuta anche per strada. Con risvolti ancora più pericolosi.