Non si placa il fenomeno delle truffe telefoniche o a mezzo telematico, che del resto grazie alla diffusione di strumenti come la piattaforma di messaggistica istatnanea WhatsApp hanno conosciuto nel corso degli anni una crescita senza precedenti. Proprio il servizio del gruppo Facebook in questi giorni si è reso terreno fertile per un nuovo raggiro che ha come protagonista involontario un altro soggetto spesso tirato in mezzo a questo tipo di operazioni: l'operatore britannico Vodafone. Come segnalato online su Twitter da una potenziale vittima presa di mira in questi giorni, il primo passo dell'ultimo raggiro è rappresentato da un sedicente dipendente Vodafone che si presenta con un messaggio su WhatsApp presentandosi con nome e cognome fittizio e chiedendo ulteriori contatti. Il numero scelto è probabilmente casuale, così come il nome impiegato che — nel caso in questione — è un ben poco plausibile Emma Bonini.

Truffa Whatsapp: Vodafone non c'entra

Nello scambio su Twitter, l'utente si è rivolto a Vodafone in cerca di spiegazioni — un atteggiamento corretto e valido per qualunque tipo di comunicazione che desti dubbi simili. Non per niente Vodafone ha prontamente chiarito la situazione: il numero riportato dall'utente non è normalmente utilizzato dall'operatore, che peraltro non ha l'abitudine di contattare spontaneamente attraverso WhatsApp né la propria clientela né eventuali potenziali nuovi clienti. L'unica ipotesi possibile resta dunque quella di una truffa pronta a partire, come ormai ne circolano in abbondanza. In particolare alcuni raggiri ormai non sono mirati a raccogliere informazioni utili ad accedere a eventuali conti correnti o carte di credito, né a far effettivamente sottoscrivere nuovi contratti, ma semplicemente a raccogliere i dati personali delle vittime: i truffatori potrebbero dunque proporre offerte molto vantaggiose in cambio di copia della carta di identità e del codice fiscale delle vittime, dati che possono essere poi riutilizzati in circostanze ignote.