L'isolamento improvviso di decine di milioni di persone causato dall'epidemia di coronavirus sta mettendo in crisi perfino un colosso come Facebook. Nei giorni scorsi il numero uno Mark Zuckerberg aveva già accennato al fatto che l'aumento delle videochiamate su WhatsApp rischiasse di "far fondere" i server del gruppo, ma in queste ore l'azienda è tornata sull'argomento con alcuni dettagli in più sul tipo di carico di lavoro che la situazione di queste settimane sta riversando sui suoi servizi, ammettendo che mantenerli online e stabili per tutti si sta dimostrando difficile.

Picchi di utilizzo mai visti

In molti dei Paesi colpiti più duramente da SARS-CoV-2 l'utilizzo dei servizi di messaggistica (che comprendono WhatsApp, ma anche Facebook Messenger e i Direct di Instagram) è aumentato del 50 percento in un solo mese; le chiamate e le videochiamate sono invece più che raddoppiate. Prevedibilmente, in Italia la tendenza è stata ancora più accentuata: il tempo speso dagli utenti all'interno di Facebook, Instagram e WhatsApp è aumentato del 70 percento, mentre le dirette su Instagram e Facebook sono raddoppiate in una sola settimana. Il numero di minuti spesi nelle chiamate di gruppo — con tre o più partecipanti — è infine aumentato del 1.000 percento in un solo mese.

Una sfida complessa

Facebook sta lavorando per fare in modo che i suoi servizi restino sempre a disposizione anche con l'aggravarsi della pandemia, ma per stessa ammissione dell'azienda la sfida è ardua, per diversi motivi. Innanzitutto l'avvento del coronavirus è diverso da eventi collettivi come il capodanno o le olimpiadi che si sarebbero dovute tenere questa estate; questi ultimi sono eventi programmati in vista dei quali gli ingegneri di Facebook hanno il tempo di organizzare la propria infrastruttura, mentre il coronavirus si è diffuso rapidamente e senza preavviso. Va poi considerata l'ipotesi che l'Italia sia al momento il Paese più colpito solamente perché colpito per primo: se tutti i Paesi dovessero presto mostrare tendenze simili al nostro, in due settimane gli ingegneri del gruppo si troverebbero per le mani un problema molto più grande da risolvere. Infine — ha precisato Facebook — la maggior parte degli sviluppatori e degli ingegneri assegnati a questo tipo di emergenze sta lavorando da casa.

Difficile mantenere la stabilità

Già ora il gruppo sta facendo registrare nuovi record nell'utilizzo delle sue app e dei suoi servizi, e per questi motivi "mantenere una stabilità generale attraverso questi picchi di utilizzo si sta rivelando più difficoltoso del normale". Alcune segnalazioni in questi giorni riferiscono di malfunzionamenti nel news feed di Facebook, ma per il momento è difficile capire se il problema sia direttamente riconducibile al carico di lavoro che i server del social stanno gestendo in questi giorni; nel frattempo, oltre allo sforzo intrapreso per potenziare e irrobustire le proprie infrastrutture con l'aggravarsi della crisi, il gruppo ha deciso di ridurre la qualità dei video proposti su Facebook e Instagram in questi giorni in alcune aree del pianeta.

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812