marriott international

Il colosso del settore alberghiero Marriott International ha fatto sapere che il database della catena alberghiera Starwood, di sua proprietà dal 2016, ha subito una pesante violazione del proprio database che ha provocato il furto dei dati di 500 milioni di clienti. I fatti, ricostruendo la vicenda, risalgono già al 2014, quando Starwood non era ancora proprietà di Marriott International. L'azienda americana ha avviato una propria indagine interna e ha anche annunciato che i clienti, i cui dati sono stati rubati, saranno presto avvisati. Tra i dati sottratti dal database delle prenotazioni ci sono, oltre a nome e cognome di ognuno, i dati delle carte di credito, i numeri dei passaporti, l'indirizzo email e data di arrivo e di partenza. Si tratta di uno dei furti di dati più gravi mai verificatisi ai danni di una grande catena alberghiera ed è, tra l'altro, un furto abbastanza singolare proprio perché si tratta della violazione di un database, il "luogo" che dovrebbe essere maggiormente sorvegliato.

Marriott International è una delle più grandi catene alberghiere del mondo, un colosso oggi proprietario di diversi marchi del settore alberghiero in grado di offrire oltre 1 milione di camere. Ecco perché il furto di dati dal database della Starwood, catena alberghiera acquisita da Marriott nel 2016 per 13,6 miliardi di dollari (la seconda più grande acquisizione del settore di sempre), risulta molto allarmante. Proprio perché ad essere stato violato è il database delle prenotazioni, quello che raccoglie al suo interno tutti i dati sensibili dei clienti.

Il furto inizia già nel 2014 e Marriott afferma di averlo scoperto il 19 novembre scorso. Da qui l'indagine interna e la scoperta del furto dei dati di 500 milioni di clienti. Di ben 327 milioni di essi i dati riguardano i dati delle carte di credito e i numeri dei passaporti, l'indirizzo email e data di arrivo e di partenza.

Dalle notizie trapelate da Marriott, tra l'altro, ci sarebbe da mettere in dubbio anche il fatto che si tratti di una violazione ad opera di hacker. Infatti si parla di "persona non autorizzata", senza aggiungere altro. Inoltre, pare che Marriott abbia scoperto del furto attraverso una versione copiata e non si hanno notizie su questa versione, se sia pubblica o se sia stata trovata nel "dark web".

Insomma,  i punti non chiari e strani sono tanti e ora indagano anche le autorità, per il fatto che Marriott aveva l'obbligo di denunciare il furto. Per l'occasione, Marriott ha pubblicato anche una landing page e sta provvedendo ad avvisare i 500 milioni di clienti.