microsoft-Skype-deal

C'è chi dice che Microsoft avrebbe dovuto comprare Nokia; altri si limitano a prendere in giro Steve Ballmer e la sua (presunta) incapacità di uscire da uno stile dirigenziale che fa troppo old school; molti si affrettano a bollare con la tremenda etichetta del flop un matrimonio che ancora non è stato consumato; quasi tutti sostengono che, quali che siano le ragioni di BigM, 8,5 miliardi di dollari sono troppi per un'azienda come Skype.

In effetti, guardando la classifica delle 20 acquisizioni più costose della storia della tecnologia, si resta un po' interdetti nel vedere che il matrimonio in questione si piazza a un passo dal podio, vincendo la celebre quanto insidiosa medaglia di cartone.

In queste poche righe d'apertura, potete leggere la summa -breve ma intensa- di tutte le critiche che Microsoft si è tirata addosso scegliendo di comprare l'azienda lussemburghese.

Ciononostante, niente sembra smorzare il palpabile entusiasmo che si respira in casa Redmond e, se avete avuto occasione di leggere la mail interna con cui Ballmer comunica l'acquisizione di Skype ai suoi dipendenti, allora sapete di che cosa stiamo parlando (chi se la fosse persa, potrà leggerla qui sotto).

From: Steve Ballmer
Sent: Tuesday, May 10, 2011 4:26 PM
To: Microsoft – All Employees (QBDG)
Subject: Microsoft & Skype

Today we announced an agreement to acquire Skype, the leading Internet communications company. You can see the full details here. Pending regulatory review, Tony Bates, CEO of Skype, will report to me as President of our newly formed Skype Division.

This is a big step forward today for Microsoft and Skype, and one that has substantial benefits for our joint consumer and business customers. On its own, Skype is a powerful consumer brand with more than 170 million connected users, synonymous in many places around the world with voice and video communications. We will help them grow even stronger.

By bringing together the best of Microsoft with the best of Skype, we will drive a new era in communications. We see a huge desire to do more with video, to make it easier for people to connect from multiple devices, to move from chat to phone to video and back in a way that is easy, natural, and human. We see with Kinect the power of using the biggest screen in the house–the living room TV screen–as the place where people connect with friends and families. We see with Windows Phone 7 the way communication moves from personal to professional in a blink of the eye. And we know that people want more connection and richer communication, across many devices and around the world.

Together, Microsoft and Skype will deliver that kind of communication and connection. In the future, Skype will support Microsoft devices like Xbox and Kinect, Windows Phone and a wide array of Windows devices, and we will connect Skype users with Lync, Outlook, Xbox Live, Messenger and other communities. I want to call out the success we have had with the introduction of Lync specifically and the value of connecting that to a consumer community of Skype. And we’ll continue to invest in and support Skype clients on non-Microsoft platforms.

Today’s announcement underscores who we are as a company. We are ambitious and forward looking. We have big goals and aspirations. And when we look into the world and see opportunities to do more with technology, we’ll drive toward them and keep pushing. Sometimes we’ll build ourselves, as we’ve done most recently with Bing and Kinect. Sometimes we’ll partner or form an alliance to seize the moment, as we’ve done with Yahoo! and Nokia. And other times we’ll make an acquisition, as we’ve announced today–one that plays to both company’s strengths and opens new opportunities not available otherwise.

Exciting times!

Steve

Ciononostante, anche noi vogliamo provare partire dal presupposto che sì, quello di Skype è stato un acquisto rischioso e, di certo, incredibilmente oneroso visto il reale valore dell'azienda e la preoccupante situazione finanziaria in cui versa. Ma, sinceramente, crediamo ci debbano essere delle ragioni molto forti alla base di un'acquisizione che, tra le altre cose, è stata fortemente voluta da Bill Gates in persona. Crediamo, che ci siano progetti a medio e lungo termine ancora non visibili; qualcosa -insomma- che si muove in silenzio e a cui non molti prestano la dovuta attenzione.

Un possibile piano di medio-termine

Crediamo che Microsoft abbia qualcosa in mente, e non siamo (ancora) pienamente convinti del fatto che questo matrimonio rappresenti uno sparo nel buio, tanto per fare un po' di rumore e vedere se si riesce a colpire un obiettivo a caso.

Perché?

Perché stavolta la falla è fin troppo evidente. Non è possibile che si tratti di una banalissima svista. La sconvenienza dell'affare sembrerebbe così palese da rendere davvero implausibile l'assenza di studiati piani a breve, medio e lungo termine, o di un progetto molto più ampio e complesso che vede Skype al centro di qualcosa di grosso. Infine, a nostro avviso non si sta ponendo sufficiente attenzione riguardo un dato in particolare: Skype si è disciolta in Microsoft, Microsoft possiede l'1,6% di Facebook, Facebook e Skype avevano grandi progetti, ed ora -per realizzarli- dovranno passare per Microsoft.

Insomma, volendo metterla giù nel più volgare dei modi: a quanti di voi è stato consigliato, in adolescenza, di fare la corte all'amica/o bruttina/o della/o ragazza/o che davvero vi piaceva? Microsoft ha fatto esattamente questo. Ha corteggiato Skype (anche) per poter sviluppare un legame più solido e diretto con Facebook. E se proviamo a supporre che quegli 8,5 miliardi di dollari siano il prezzo da pagare per legarsi più saldamente al fenomeno culturale e mediatico che ha letteralmente sconquassato (nel bene e nel male) la filosofia dell'approccio al web, guardereste ancora a quella cifra come ad un incomprensibile spreco di danaro?

Un possibile piano a lungo termine

Una delle ragioni per cui Microsoft ha comprato Skype è tanto semplice quanto evidente: rivoluzionare il settore mobile, e non si può considerare pregiudizialmente fallimentare questo genere di prospettiva. Se l'innovazione volesse vivere esente da rischi, soffocherebbe nella culla, ed è quindi necessario essere audaci oggi se si desidera vincere domani. Proviamo ad analizzare nel dettaglio la situazione. Microsoft si è inserita con grande ritardo nella corsa all'innovazione del settore mobile ma, ora come ora, può contare su di un buon sistema operativo e una solida partnership con Nokia per quel che concerne la componente hardware, una partnership che -ultimamente- sembra stia evolvendo in un rapporto ancor più stretto. Ora, provate ad immaginare cosa succederebbe se Microsoft avesse il coraggio di fare la scelta che anche Apple e Google vorrebbero fare, ma ancora non trovano il coraggio: mandare a quel paese i maggiori clienti del settore (ovvero gli operatori: AT&T, Verizon, Vodafone e compagnia cantando) scegliendo di porre fine all'era delle telefonate a pagamento e dando inizio all'era delle chiamate attraverso la rete.

Quel che è certo è che, prima o poi, qualcuno si deciderà a farlo. E come Apple insegna, meglio arrivare primi e lasciare che siano gli altri a dover rincorrere.

Il Dubbio

Noi non abbiamo certezze assolute. Solleviamo dubbi. Ci sembra opportuno provare a leggere non solo tra le righe, ma anche al di sopra e al di sotto di esse, e addirittura oltre la pagina. A volte si è aprioristicamente impietosi con Microsoft, dimenticando che -a tutt'oggi- è  una delle azienda di software più importanti del mondo e, di sicuro, una delle più rivoluzionarie. Non si arriva così lontano infilando una cavolata dietro l'altra. Certo, gli ultimi anni non hanno certo arriso alla compagnia di Redmond, ma questo non significa che ogni singola azione di Ballmer sia irragionevole ed espressione di incompetenza.

Magari ci sbagliamo, ma che male c'è a dubitare un po' delle certezze assolute promulgate dagli altri?

[Ed ora… Godetevi la bellissima infografica realizzata da Focus che mostra la storia di Skype, le ragioni di Microsoft, i pro e i contro dell'acquisto]

skype-infographic