"Se questa è la direzione, in Mortal Kombat 12 vedremo tutte le donne con il Burqa". Nei giorni successivi alla messa in vendita di Mortal Kombat 11, ultimo capitolo della leggendaria saga di picchiaduro apprezzato da molta parte di critica e pubblico, si è accesa una grande discussione in merito alla parte femminile del cast di lottatori. Secondo alcuni utenti, infatti, le donne del gioco non sarebbero abbastanza sexy – a differenza di quanto avveniva negli altri capitoli – e sarebbero state censurate a causa del "socialismo dei giornalisti orientali e delle femministe".

C'è poi chi, come l'autore della frase in apertura, ha deciso di spingersi oltre prevedendo un futuro dove le lottatrici saranno tutte caratterizzate dal burqa come culmine di una costante censura e scelte stilistiche volte, secondo questi utenti, al politically correct estremo fortemente influenzato dal movimento femminista. Un'accusa che a molti è sembrata totalmente assurda, anche perché proprio questo undicesimo capitolo va ad eliminare l'ormai anacronistica rappresentazione femminile dei capitoli presenti della serie, i cui personaggi femminili venivano spesso rappresentati con abiti succinti o bikini.

In Mortal Kombat 11, invece, i corpi sono chiaramente più realistici e, soprattutto, caratterizzati da vestiti che meglio si addicono alle situazioni di combattimento proposte dal gioco. E che, ovviamente, comportano una maggiore copertura del corpo. Cosa che ad alcuni giocatori non è proprio andata giù. "Guardate cosa hanno fatto a Sheeva, sembra un uomo" ha twittato un utente. Fortunatamente si tratta solo di una ristretta cerchia di contestatori, ai quali gli altri giocatori hanno subito risposto con sarcasmo. "È uno dei punti fondamentali del Socialismo: rendere le donne dei videogiochi meno sexy" ha risposto con sarcasmo un utente. "C'è persino un intero volume del Capitale di Marx su questo, sul rendere le donne nei videogiochi meno sexy". Gli fa eco un altro giocatore: "Finalmente ho letto il Manifesto comunista e mi sono sorpreso di scoprire che l'obiettivo finale di Marx era quello di rimpicciolire i seni nei videogiochi e di implementare più opzioni di genere su Facebook".