La tecnologia indossabile ha realmente varcato i confini della realtà. Se da una parte negli ultimi tempi non si fa altro che parlare di Google Glass e di smartwatch che tutte le aziende sembrano essere pronte a realizzare e a portare sul mercato, Motorola guarda decisamente avanti e si inoltra in un nuovo sub-settore che riguarda microscopici dispositivi finora visti solo nei film fantascientifici.

Durante la conferenza D11, Regina Dugan, SVP ed ATAP in Motorola Mobility, ha voluto mostrare e esternare alcuni importanti progetti avanzati della propria società che sembra andare ben oltre la semplice tecnologia che tutti noi conosciamo oggi. La dirigente infatti ha mostrato dei dispositivi indossabili come un vero e proprio tatuaggio elettronico. Su di esso al momento non è ben chiaro come Motorola stia agendo per renderlo utile all'essere umano, se proporrà per esso un seguito ricreativo oppure se potrà essere usato per fini medici di controllo. Di certo un dispositivo unito alla pelle umana con la presenza di un particolare chip fa molto film fantascientifico ma in questo Google risulta decisamente esperta e chissà con Motorola cosa avrà intenzione di realizzare.

I dispositivi elettronici sono squadrati e rigidi, gli esseri umani invece sono sinuosi e morbidi.

Regina Dugan
La stessa Dugan ha poi mostrato anche il prototipo di una semplice pastiglia, che tanto semplice non risulta essere. La dirigente infatti l'ha presentata come una vera e propria "vitamina autenticante", ossia una pillola che ingerita permetterà di emettere un segnale ad 8-bit rendendo quindi il nostro corpo un vero sistema di autenticazione elettronica vivente, un "token di autenticazione". Addirittura la stessa pastiglia è già stata approvato dalla Food and Drugs Administration e dunque sembra essere già in una fase di sperimentazione decisamente avanzata.

Dugan non è estranea alla tecnologia orientata al futuro visto che il suo arrivo a Motorola è avvenuto dopo un periodo di lavoro come direttore della DARPA prima e in Google dopo. La stessa crede fermamente che questa esperienza sia fondamentale per Motorola, perché troppe aziende stanno pensando troppo in piccolo e "la strategia di esse è quella di non sviluppare ma di utilizzare l'innovazione ormai obsoleta. Abbiamo bisogno di aggiornarla. Abbiamo imparato a farlo al DARPA e la stiamo portando al mobile con un sicuro effetto a cascata sul settore".