Nel pieno dell'emergenza coronavirus che sta colpendo l'Iran in modo particolarmente grave, il Paese mediorientale sembra essersi rivolto a una misura drastica per controllare la diffusione delle informazioni al suo interno: la censura di Wikipedia. L'allarme è stato lanciato da Netblocks, un gruppo di attivisti per i diritti digitali che monitorando lo stato delle connessioni Internet in Iran ha rivelato come — nella giornata del 2 marzo e per le successive 24 ore — tutte le pagine dell'enciclopedia online in lingua farsi siano state oscurate per tutti i cittadini della repubblica islamica.

Il governo non ha fornito spiegazioni sulle motivazioni dietro al blocco lasciando agli osservatori campo libero per ogni tipo di ipotesi. Sempre secondo gli attivisti di Netblocks, la decisione potrebbe essere stata presa in conseguenza alla notizia della morte di Mohammad Mirmohammadi, un consigliere di alto livello dell'ayatollah Ali Khamenei deceduto proprio in seguito alle complicanze causate da un'infezione da coronavirus contratta pochi giorni prima. Mirmohammadi non è stato infatti l'unico esempio di figura di spicco dell'amministrazione iraniana contagiata da SARS-CoV-2: dall'inizio dell'epidemia già 23 parlamentari sono risultati positivi al virus, incluso il vice ministro della Salute e capo della squadra di governo allestita per far fronte al virus, Iraj Harirchi.

Del resto i due eventi — la morte di Mirmohammadi e l'inizio dell'oscuramento temporaneo di Wikipedia in Iran — distano poche manciate di minuti uno dall'altro. È possibile insomma che il blocco sia stato imposto per evitare che le voci di Wikipedia relative al Paese, al governo e ai politici contagiati diventassero terreno di critica da parte degli oppositori in un momento particolarmente delicato, e che la misura sia stata revocata una volta diminuito il rischio che questo accadesse. Per il momento si tratta solamente di ipotesi, alle quali però potrebbe non seguire mai una versione ufficiale.