Uno dei segreti per attirare l'attenzione degli utenti su TikTok è dedicarsi a contenuti e argomenti di attualità, ma l'ultima tendenza che si sta diffondendo sulla piattaforma di condivisione video potrebbe avere dei risvolti pericolosi: nelle clip i protagonisti fingono di aver appena assunto una dose di vaccino sperimentale anti Covid-19 e di soffrire di effetti collaterali gravi; i video non nascono con un intento marcatamente no-vax, ma rischiano ugualmente di diffondere diffidenza nei confronti di una misura di prevenzione sanitaria che sarà fondamentale nella lotta alla pandemia.

 

I riflettori sulla tendenza li ha puntati inizialmente la testata Insider, e i video effettivamente si somigliano tutti tra loro come in ogni trend in fase di esplosione sulla piattaforma. Il protagonista racconta di aver appena ricevuto il vaccino anti Covid in via sperimentale e manifesta inesistenti effetti collaterali recitando e in alcuni casi applicandosi del trucco per simulare al meglio le condizioni mediche riportate. Come spesso chiariscono gli hashtag a corredo delle clip, i video non hanno alcuna pretesa di realismo: si tratta di una sottocategoria di contenuti inserita nel più ampio filone delle interpretazioni di ruoli, nelle quali i medesimi autori si mettono nei panni di numerosi personaggi o si calano nelle situazioni più disparate.

Soffermarsi sugli altri video pubblicati successivamente dagli utenti in questione contribuisce a chiarire l'intento goliardico delle clip, ma il rischio è che contenuti simili tocchino comunque le corde di chi già esprime delle riserve nei confronti dei vaccini come misura di prevenzione sanitaria, ad esempio rafforzando la nozione che di un vaccino non ci si debba fidare. A questo si aggiunge il fatto che i video in questione rischiano di diffondersi ampiamente all'interno di TikTok: Insider ne ha identificati almeno una trentina e la piattaforma di condivisione sembra stia tentando di rimuoverli, ma uno dei più popolari è già stato visto più di 5,4 milioni di volte ed è ancora online a più di un mese dalla pubblicazione.