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New York si appresta ad essere la prima città americana a porre dei paletti a Uber e Lyft, e a tutte le aziende "ride-hailing", quelle che offrono un servizio di trasporto a pagamento. Il consiglio comunale di New York ha votato nei giorni scorsi un pacchetto di disegni di legge, tra le quali vi è quella che vuole imporre il blocco delle licenze, della durata di un anno, per aziende che offrono questa tipologia di servizi. Inoltre, il consiglio ha anche approvato una norma che fissa il salario minimo per tutti gli autisti che lavorano per queste aziende. Si tratta di un vero e proprio schiaffo a Uber e affini, specialmente per l'azienda guidata da Dara Khosrowshahi che, a distanza di un anno dalla sua nomina, perde uno dei suoi mercati più importanti.

New York ferma Uber, Lyft e società affini per un anno, questo è il risultato del pacchetto di norme che il consiglio comunale della Grande Mela che deve essere ancora ratificato dal sindaco Bill de Blasio. Il sindaco di origine italiane è a favore di queste misure e quindi, nelle prossime settimane, le renderà effettive apponendo la sua firma. Tra le motivazioni che circolano e che stanno alla base di queste misure vi è quella che punta alla riduzione del traffico cittadino, ma in realtà è una bella vittoria per i taxi, da sempre avversi per servizi come quelli di Uber.

Se nel 2013 la licenza valeva 1,3 milioni di dollari, il prezzo è ora crollato a 160.000 dollari. Un crollo che si è fatto sentire anche sui salari e che, secondo il sindacato dei tassisti di New York, ha mandato sul lastrico molti e causato il suicidio di almeno sei tassisti negli ultimi sei mesi.

"La pausa di 12 mesi decisa dalla città sulle nuove licenze minaccia una delle poche opzioni affidabili di trasporto mentre non si fa nulla per migliorare la linea metropolitana o diminuire il traffico. Uber farà tutto il necessario per stare al passo con la domanda". È quanto afferma Danielle Filson, portavoce di Uber. Anche Lyft, attraverso Joseph Okpaku, ha protestato contro questa possibile decisione: "Questi tagli ampi ai trasporti riporteranno i newyorchesi all'era in cui era difficile trovare una corsa, specialmente per i quartieri piu' isolati e per le persone di colore".

E sono proprio Uber e Lyft ad essere cresciuti di più proprio a New York. Nel 2015 ad avere una licenza di "ride-hailing" erano 25 mila veicoli. Oggi sono più di 80.000 contro i 13.500 taxi gialli e le 32.000 auto nere. La mossa del consiglio comunale però, a questo punto, rischia di gettare dubbi sulla loro crescita futura, specialmente per Uber visto che si prepara a un'Ipo nella seconda metà del 2019. La palla adesso passa al sindaco Bill de Blasio.