nichi vendola social media

La comunicazione politica sta cambiando nel profondo. Dopo l'esperienza di Barack Obama negli States, ormai, i politici non possono più astenersi dal comunicare con il proprio elettorato in maniera più diretta e partecipata, ed è proprio questo che offrono, oggi, i social media: un pulpito non più "comiziale", a senso unico, ma che si arricchisce dell'intervento della cittadinanza attiva. Da questo punto di vista, il re della comunicazione politica sul web è Nichi Vendola, e non solo perché il numero di fan totalizzato dalla sua pagina Facebook è superiore a quello di qualsiasi altro politico italiano, ma perché la sua presenza sul web è totale, onnipervasiva, costante, mirata, "sincera".  Comunicare attraverso i social network non significa "tenere i punti", né battere la concorrenza a suon di numeri, ma nel dialogare continuamente con i propri elettori nel tentativo di costruire un progetto condiviso.

Dando un'occhiata ai post di Vendola è evidente che, a differenza di tutti gli altri attori della scena politica italiana, il governatore della regione Puglia riesce a solleticare l'affetto, la partecipazione, l'interesse ed anche lo spirito critico dei suoi "fan". Naturalmente non lo fa in prima persona, ma attraverso uno staff di entusiasti volontari coordinato dal giovane  Dino Amenduni, esperto di comunicazione e nuovi media che abbiamo voluto intervistare per tentare di comprendere, fino in fondo, il senso e lo scopo della strategia di Vendola attraverso il web (trovate l'intervista in coda all'articolo). Considerando il risultato finale, nessuno direbbe mai che lo staff social media del governatore pugliese sia costituito da volontari. Ma Amendunii ci ha pienamente convinti del fatto che la professionalità, a volte, può essere messa al servizio di un'idea, di un sogno, e non deve necessariamente passare per l'adorazione del dio denaro. Con questo, naturalmente, ci guardiamo bene dal sostenere o avallare le odierne pratiche di precarizzazione del lavoratore, vogliamo solo sottolineare come talvolta sia sufficiente credere in un progetto di cambiamento per accettare di dare il meglio e il massimo che si può, senza aspettarsi nulla in cambio se non la realizzazione di quello stesso progetto. Amenduni, tra le altre cose, non ha risparmiato osservazioni critiche nei confronti dei media tradizionali e della malsana anomalia tutta italiana che li caratterizza "in Italia il web è l'unica alternativa ai media tradizionali e generalisti" ha detto "che sono controllati direttamente (Mediaset) o politicamente (RAI) dal Presidente del Consiglio".

Ma ora, prima di soffermarci sulla bella intervista ad Amenduni, proviamo ad analizzare, nel dettaglio, le modalità con cui il governatore della Puglia si propone al popolo della rete.

Nichi Vendola su Facebook

Il profilo Facebook viene aggiornato fino a dieci volte al giorno ed ogni suo intervento raccoglie centinaia di like e commenti. Naturalmente, le osservazioni degli utenti non sono sempre positive, ma il dato di fatto è che Vendola riesce a parlare all’universo del web come nessun altro in Italia, e questa è una considerazione che va al di là dei giudizi di merito rispetto alla sua figura politica o al contenuto dei suoi  interventi, si tratta di un’oggettiva capacità di utilizzare i nuovi media che noi, in quanto esperti di tecnologia, abbiamo il dovere di analizzare.

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Il primo, imprescindibile, dato di fatto è che l’elettorato di Nichi Vendola è, per la gran parte, composto da giovani, ed i giovani rappresentano il principale motore del web. Ma non può essere solo una questione di "target". Spulciando tra i fan del governatore della Puglia, infatti, troviamo moltissimi over 50, ed i commentatori più attivi, spesso, non appartengono alla schiera della cosiddetta bella gioventù (almeno non dal punto di vista anagrafico). Il punto è che Vendola ha saputo, fin da subito, comunicare in maniera nuova, diversa, contemporanea, in linea con le esigenze e le aspettative dei suoi sostenitori  e non solo.

L'importanza di una buona comunicazione

Ricordiamo a tal proposito la prima campagna elettorale per le regionali in Puglia, quella che lo vide inatteso protagonista dopo la vittoria delle primarie. Grazie ad uno staff giovane e colmo di belle speranze, Vendola riuscì a ribaltare qualunque pronostico. La strategia di comunicazione adottata in quell’occasione si rivelò assolutamente perfetta: si decise, infatti, di giocare con le offese che più comunemente venivano rivolte all’indirizzo di Vendola (diverso, sovversivo, estremista, pericoloso…) facendo sì che quelle stesse parole assumessero connotati positivi. In questo modo, le persone furono spinte ad ignorare gli attacchi personali che venivano mossi contro Vendola, per concentrarsi sulle idee che il suo programma veicolava. Risultato? La vittoria. E la successiva riconferma alla guida della regione Puglia.

manifesto vendola pericoloso

Sono passati sei anni da allora e, manco a dirlo, il mondo è cambiato moltissimo nel frattempo. L’avvento dei social network costituisce una vera e propria rivoluzione culturale e il loro utilizzo è diventato un imperativo sociale, specie per i personaggi “pubblici”. Gli utenti si stanno sempre più abituando all’idea di avere un contatto diretto con i propri beniamini, e la lontananza della politica italiana dalla Rete non è altro che lo specchio dell’abissale gap che esiste tra politica e cittadinanza in generale. Un gap che non è più tollerabile. Una politica responsabile e immersa nello spirito del suo tempo, oggi, passa anche per il web 2.0, e non c'è "ma" che tenga.

Come dicevamo nelle prime battute d'apertura, quello che rende diversa la strategia comunicativa di Vendola è la "sincerità". Ove con la parola sincerità non si intende certo esprime un giudizio sulla veridicità delle affermazioni fatte, ma si vuole connotare uno stile ben preciso di comunicazione, uno stile -a nostro avviso- vincente. La maggior parte dei politici "finge" di essere attiva sui social media: molti esponenti dell'establishment governativo italiano aprono un profilo Facebook perché "devono", ma poi non lo aggiornano, non se ne curano, non si preoccupano di tenere sotto controllo ciò che accade sulla loro pagina, in sostanza: hanno un atteggiamento decisamente "non sincero" rispetto all'utilizzo dei nuovi media. Vendola invece riesce a comunicare il suo pensiero in maniera forte e chiara. Che sia una frase estratta da uno dei suoi discorsi o che sia, invece, una frase che ha deciso di dedicare specificamente agli utenti del social network, la comunicazione arriva e raccoglie consensi. Come nel caso di questo unico post, pubblicato il 17 marzo, in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

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Anche in questo caso, la comunicazione funziona eccome. Funziona perché, a differenza delle nostre arene televisive, la rete consente di arrivare dritti al punto, se si vuole, senza interruzioni e -soprattutto- consente di sottolineare concetti chiave che, se ben serviti, possono raggiungere il cuore dell'uditorio.

Nichi vendola su Twitter e Youtube

Ma, naturalmente, la presenza online di Vendola non si limita a Facebook. Il governatore della regione Puglia, infatti, ha una presenza molto attiva anche su Twitter e Youtube: parliamo di più di 50.000 followers sul sito di microblogging e di quasi 4.000 iscritti per il canale Youtube. Ma se è vero che, quanto a video, Vendola riesce a tenere un ritmo di almeno due, tre contributi mensili, la comunicazione attraverso Twitter ricalca senza troppa fantasia quella presente sul social network di Zuckerberg.

nichi_vendola_twitter_youtube

Per quel che riguarda la gestione del canale Youtube, come dicevo gli aggiornamenti sono piuttosto frequenti, ma il successo del singolo contenuto dipende moltissimo dal momento in cui viene lanciato, dall'opportunità politica, dall'interesse della massa critica per quel preciso argomento. Diciamo pure che il numero di visualizzazioni varia dalle 2.000 alle 850.000, a seconda che il contenuto sia riferito a fenomeni locali, come l'elezione di un sindaco in un comune pugliese, o nazionali, come la video-lettera -meglio nota come "Il teatro della virilità"- a Silvio Berlusconi, in cui Vendola chiede le dimissioni del premier in seguito allo scandalo Ruby.

In buona sostanza, possiamo affermare che Nichi Vendola è l'unico politico italiano a possedere una reale social media strategy e, non di meno, è l'unico ad avere alle spalle un gruppo di persone pienamente consapevoli del funzionamento e delle potenzialità dei nuovi media.

Ma come riesce uno come Nichi Vendola che, quanto a disponibilità finanziarie, è secondo a moltissimi altri politici decisamente più benestanti, a tenere le fila di un sistema così complesso? Semplice. Grazie ai volontari. Lo staff social media del governatore della regione Puglia, infatti, è composto esclusivamente da forze volontarie che hanno deciso -di propria sponte–  di investire tempo libero per sostenere un'idea, un progetto: quello di Vendola. Si tratta di giovani competenti e preparati che conoscono i social network sia perché ne fanno uso ogni giorno, sia perché hanno deciso di tuffarsi nel loro tempo per provare a comprenderne il linguaggio. Lo staff di volontari che si occupa della social media strategy del governatore pugliese è coordinato da Dino Amenduni, 27 anni, esperto di nuovi media. Abbiamo deciso di intervistarlo perché volevamo offrirvi un inside look rispetto alla composizione, alle dinamiche e alle attività del gruppo che sostiene il governatore pugliese attraverso l'etere, e abbiamo fatto bene :-)

L'intervista a Dino Amenduni

Mettiamo il caso che Nichi rilasci una dichiarazione su un qualunque tema d’attualità. Come vi muovete per diffonderla attraverso la rete?

Cerchiamo di tenere in considerazione diverse variabili. In primo luogo la fonte del messaggio: Nichi è Presidente della Regione Puglia e portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà. Inoltre c'è tutto il lavoro delle Fabbriche di Nichi da valorizzare. Dunque ci sono questi due grandi nuclei che producono comunicazione nei modi più disparati: comunicati stampa, dichiarazioni, video, post dal sito internet di Vendola, contenuti realizzati dalle Fabbriche e dai sostenitori. In secondo luogo dobbiamo valutare le priorità sulla base dell'attualità: i temi a cui diamo rilevanza sono praticamente gli stessi dell'agenda politica nazionale, magari ci sforziamo di dare la maggiore evidenza possibile alle attività istituzionali della Regione Puglia. Alla fine dobbiamo decidere il formato del contenuto. Scrivere solo aggiornamenti di stato può risultare noioso e non ci permetterebbe di offrire contenuti più completi. Pubblicare solo link ci impedirebbe di utilizzare il potenziale virale degli aggiornamenti. Poi ci sono i contenuti del sito, le videolettere, i comizi, le iniziative territoriali di Sinistra e Libertà, le attività delle Fabbriche. Dunque dobbiamo fare una tripla rotazione: di fonte, di temi e di formato. E lo facciamo per mantenere un ritmo costante della comunicazione e per parlare con più modi, più linguaggi e a più tipologie di pubblico.

Come gestite i post su Facebook? Rielaborate e riportate le dichiarazioni di Nichi, ne producete di vostre o Nichi partecipa attivamente all’elaborazione del contenuto? Esiste uno staff dedicato al social network?

Cerchiamo di essere fedeli alle dichiarazioni ufficiali di Vendola, anche perché le pagine sono pubbliche e non ci possiamo permettere il lusso di travisare sue dichiarazioni e di cacciare Nichi nei guai per eccesso di coraggio. A volte Nichi si impegna in prima persona a guidare il nostro lavoro, specie se lo coinvolgiamo nei processi creativi collegati ad alcuni eventi. Ci sono anche situazioni in cui siamo noi stessi a produrre contenuti, in particolare nei momenti in cui Vendola è in vacanza o all'estero o in occasione di particolari contingenze. Ad esempio, ad agosto 2010 abbiamo curato la comunicazione su media tradizionali e online del "sorpasso" di Vendola a Berlusconi su FB. Esiste uno staff dedicato al social network, ma in realtà c'è un gruppo comunicazione più esteso con cui prendiamo le decisioni in modo integrato. E siamo tutti volontari.

In che modo differenziate la comunicazione di Nichi Vendola a seconda del social media utilizzato?

La differenziazione è ai minimi. Questo dipende dal fatto che non siamo uno staff stabilmente organizzato e retribuito e dunque dobbiamo fare il massimo considerando che ognuno di noi ha un lavoro e che deve svolgere questa attività nei ritagli di tempo. Facebook e Twitter sono aggiornati in contemporanea, anche se proviamo sempre più spesso a diversificare i due flussi e ci piacerebbe coinvolgere Nichi Vendola in questo processo di "upgrade" della strategia. Su Youtube abbiamo invece una strategia di comunicazione specifica e produciamo testi e contenuti appositamente per questo strumento.

A sostegno di Nichi esistono molti gruppi ed iniziative spontanee come, ad esempio, “Pugliamo l’Italia”. In quanto cordinatore ufficiale dello staff social media di Nichi Vendola cerchi di integrare ed interagire con queste realtà o lasci che si muovano in maniera del tutto indipendente?

Premesso che la quantità di iniziative a sostegno di Vendola è in crescita continua ed è dunque impossibile compiere un monitoraggio a tutto e tutti (tra l'altro, ritengo che sia anche nocivo militarizzare l'energia creativa dei sostenitori), cerchiamo di aiutare e farci aiutare dai gruppi più organizzati. Il caso di "Pugliamo l'Italia" è emblematico di questo aspetto strategico: i ragazzi che amministrano quella pagina ci segnalano spesso contenuti generati in rete e ci aiutano a realizzare video Youtube in particolare in occasione degli appuntamenti televisivi di Vendola (talk show, grandi eventi) e insieme pianifichiamo mini-strategie per comunicare specifici eventi. Anzi, approfitto per ringraziarli pubblicamente per il loro lavoro.

Per quanto riguarda i video sul canale Youtube, in che modo ne alimentate la diffusione? Esistono particolari linee guida per la pubblicazione, la gestione dei commenti e dei contenuti?

C'è uno staff video che si occupa della realizzazione delle videolettere. I temi sono dettati dall'agenda politica di Nichi. Il video grezzo viene inviato al reparto comunicazione che realizza i testi e ne valuta modi e tempi della pubblicazione. Nel titolo cerchiamo sempre di inserire il nome di Vendola per facilitarne la rintracciabilità sulla Rete, nella descrizione facciamo una sintesi di ciò che Nichi dice e non abbiamo particolari vincoli nella gestione dei commenti. In generale la censura non ci piace per nulla e siamo convinti del fatto che la rete sappia autoregolarsi e che il modo migliore per evitare comportamenti poco opportuni sia il rimprovero e il biasimo da parte di altri utenti. Il video poi va sul sito e successivamente sui social media.

L’utilizzo dei social media ha determinato la vittoria di Barack Obama alle scorse presidenziali. Quali sono i punti di contatto tra l’esperienza statunitense e quella nostrana e quali le differenze?

L'unico punto di contatto è che i social media possono fare la differenza. Ma le motivazioni per cui i nuovi media possono essere decisivi sono nettamente diverse. Negli Stati Uniti Internet arriva quasi ovunque e dunque è possibile comunicare in modo molto preciso e, nel caso di Obama, permettere a ogni sostenitore di costruire la propria personale campagna elettorale perché i messaggi possono essere declinati su scala iperlocale, con mezzi e costi che variano sulla base delle possibilità di ognuno. In America, dunque, la rete è stata decisiva per organizzare il consenso e il sostegno e per generare entusiasmo a partire dal quartier generale di Obama fino alla sperduta provincia. In Italia invece il web è l'unica alternativa ai media tradizionali e generalisti che sono controllati direttamente (Mediaset) o politicamente (RAI) dal Presidente del Consiglio. Per chi non è vicino a Berlusconi, Internet è l'unico strumento con cui poter dialogare con i cittadini. Dunque non è un caso che Vendola e Di Pietro siano ai primi posti in Europa per livello di popolarità sui social media (Nichi è il primo assoluto aggregando Facebook, Twitter e Youtube).