Nel costruire le sue personali Silicon Valley sembra che la Cina stia sacrificando la salute dei dipendenti che ci lavorano. Da una parte giovani imprenditori che nel tentativo di fondare la prossima startup di successo perdono di vista il proprio benessere fisico e mentale; dall'altra dipendenti di grandi aziende hi tech inseriti in un flusso di lavoro dal quale non riescono più ad uscire: le storie raccontate in una recente inchiesta del South China Morning Post puntano i riflettori su ambienti di lavoro alienanti che tolgono ai lavoratori del settore tecnologico ogni possibilità di svago al di fuori del posto di lavoro, fino a portarli a vere e proprie sindromi da esaurimento prima dei 30 anni.

Al centro di gran parte dei problemi dei dipendenti intervistati dal quotidiano spicca la formula lavorativa prevista dalla maggior parte delle startup che danno loro lavoro: il cosiddetto schema 996, che prevede in una settimana ben 6 giornate lavorative di 12 ore — dalle 9 del mattino alle 9 di sera. Bytedance — il colosso alle spalle del fenomeno TikTok — è solo una delle numerose aziende della Cina hi tech e adotta una formula solo leggermente meno stressante, che prevede di alternare una settimana da 6 giorni di lavoro con una da 5; sotto di sè ha però ben 6mila dipendenti.

Il problema degli orari si unisce alla distanza dei campus dai centri residenziali, che fa in modo che i dipendenti riescano a tornare alle loro residenze soltanto a sera inoltrata — troppo stanchi dunque per intraprendere qualunque tipo di attività e spesso anche per dormire un numero adeguato di ore. Le aziende, in puro stile Silicon Valley, offrono ai dipendenti servizi, pasti gratuiti e spostamenti all'interno delle proprie sedi ma il risultato, commentano alcuni di loro, è quello di farli sentire ulteriormente alienati rispetto al resto del mondo. Una coppia di intervistati lamenta di non riuscire più ad avere una vita amorosa, mentre alcuni riferiscono di colloqui nei quali è stato loro chiesto se sarebbero stati disposti a lasciare i propri partner per essere più efficienti.

L'accusa del South China Morning Post è che condizioni di lavoro del genere abbiano effetti nocivi non solo sulla salute delle aziende, ma anche su quella dei dipendenti. Il quotidiano arriva a riportare alla luce le morti per arresto cardiaco di alcuni dipendenti di aziende cinesi scomparsi a 20 e 30 anni negli anni scorsi, ma per descrivere la situazione bastano le parole di uno degli intervistati: "imponendo orari e ritmi così stressanti per dieci anni di fila, le persone finiranno inevitabilmente col non avere più una vita personale, non avranno figli né famiglie e semplicemente impazziranno".