I recenti fatti del Venezuela, in particolar modo la lotta politica che vede contrapposti Nicolàs Maduro, attuale presidente del paese, e Juan Guaidò, auto-proclamatosi allo stesso modo presidente della "Republica Bolivariana de Venezuela", oltre che suscitare forti polemiche e pesanti contrasti diplomatici con gli Usa, ha provocato anche effetti sui social media. In molti, utenti e media, hanno da subito cominciato a diffondere la notizia che Facebook e Instagram avessero immediatamente revocato la spunta di verifica a Nicolàs Maduro, generando quindi ancora più polemiche inasprendo il contrasto con gli Stati Uniti. Sembrava, infatti, che la società di Zuckerberg, proprietaria delle due piattaforme, stesse agendo in risposta all'ultimatum lanciato da Maduro verso le rappresentanze diplomatiche Usa presenti in Venezuela, intimandole ad abbandonare il paese entro tre giorni. In realtà, effettuando un fact checking utilizzando il servizio online "Wayback Machine", che funge da memoria web sempre consultabile, ci si è resi conto che, in verità, Nicolàas Maduro non ha mai avuto la spunta blu di verifica,nè su Facebook e nè su Instagram.

Da qualche giorno sui social media e sui media in generale non si discute che dei recenti fatti del Venezuela dal punto di vista politico e delle conseguenze che la contrapposizione tra Nicolàs Maduro e Juan Guaidò può provocare per tutta la regione sud americana. Le discussioni sono per lo più concentrate sulla notizia che Facebook, in quanto proprietaria delle piattaforme Facebook e Instagram, avrebbe revocato la spunta blu di verifica, quella che viene rilasciata per personalità pubbliche, artisti, celebrità e personalità molto ricercate. In realtà le cose non stanno così e, tanto meno, non vi è alcuna azione da parte di Menlo Park in risposta all'ultimatum che Maduro ha lanciato verso tutte le rappresentanze diplomatiche presenti in Venezuela, intimandole di lasciare il paese entro tre giorni. Non esiste quindi un ulteriore caso diplomatico che contrappone Maduro e le piattaforme social americane. E questo viene confermato da un fact checking effettuato con l'ausilio di "Wayback Machine", una vera e propria macchina del tempo del web che ha chiarito che, in realtà Maduro, non ha mai avuto la spunta blu né su Facebook e né su Instagram.

Il fact checking su Maduro

Per dimostrarlo, è sufficiente dare un'occhiata alla data del 6 ottobre 2017 per verificare che Maduro, già quindi prima del 22 gennaio 2019, non ha mai avuto la spunta su Instagram. Lo stesso vale su Facebook, grazie a Wayback Machine si può vedere la sua pagina proprio il 22 gennaio 2019, quindi il giorno prima che Guaidò si auto-proclamasse presidente del Venezuela, senza alcuna spunta di verifica.

Per chiarire ancora il fatto che Maduro non avesse spunte di verifica sulle piattaforme, ulteriori conferme le si possono avere attraverso questi tweet del 2016 e del 2017 in cui si vede bene che la pagina Facebook di Maduro non è verificata con la spunta blu. E ancora, ulteriore conferma la si ottiene anche effettuando una ricerca su Google Immagini, prima del 22 gennaio 2019, si vede chiaramente che la pagina Facebook non è verificata.

Diversa, invece, la situazione relativa a Juan Guaidò, che ha ottenuto la spunta di verifica su Instagram ben prima del 22 gennaio di quest'anno, come conferma Instagram stessa. "Nicolas Maduro non è stato verificato su Instagram o Facebook, e non abbiamo rimosso la verifica dal suo account", ha dichiarato un portavoce di Instagram in una dichiarazione via email mandata ai media. "Juan Guaidò è stato verificato su Instagram nel novembre 2018, e più recentemente è stato verificato su Facebook".

Insomma, non esiste alcun caso diplomatico che coinvolge anche Facebook in relazione alla contrapposizione tra Usa e Venezuela e questo fact checking lo dimostra, perchè sulla rete tutto si conserva.