In queste ore immediatamente successive all'incendio della cattedrale di Notre Dame le reazioni al disastro si sono sprecate — tra i commenti di politici e personaggi di spicco e quelli degli utenti dei social in tutto il mondo. Fortunatamente però, oltre a manifestare cordoglio per quanto perso della cattedrale, in molti hanno iniziato velocemente anche a offrire aiuto e donazioni per una fase di ricostruzione e restauro dell'opera che si preannuncia lunga e costosa. La città di firenze ad esempio ha messo in prima linea artigiani, restauratori e architetti volontari pronti a dare una mano; in ambito tecnologico c'è invece Apple, che attraverso un tweet del suo numero uno Tim Cook ha fatto sapere di voler contribuire economicamente agli sforzi di ricostruzione "per preservare il patrimonio culturale di Notre Dame per le generazioni future".

Apple si unisce così ad altri brand — provenienti soprattutto dai settori della moda e del lusso, oppure di provenienza francese — che hanno voluto contribuire alla stessa causa, e che nel complesso hanno già annunciato donazioni da centinaia di milioni destinate al fondo per la ricostruzione di  Notre Dame. La casa di Cupertino in realtà non ha ancora specificato quanto ha intenzione di mettere sul piatto per le operazioni, e potrebbe rimanere abbottonata a lungo al riguardo. In effetti è ancora difficile quantificare la cifra totale necessaria a riportare Notre Dame a prima dell'incendio: i costi del restauro che potrebbe aver fatalmente causato la disgrazia si attestavano già a circa 150 milioni di euro; a incendio in corso qualcuno temeva addirittura che della cattedrale non sarebbe rimasto nulla, mentre da dopo lo spegnimento è stato fortunamente chiaro come la struttura principale in realtà sia rimasta in salvo. Una stima dei danni a fiamme appena domate in ogni caso è difficile da fare: per il momento si parla semplicemente di centinaia di milioni di euro.