C'erano anche i droni ad aiutare i 500 vigili del fuoco di Parigi che a partire dalla serata di lunedì si sono adoperati nelle operazioni di spegnimento dell'incendio della catedrale di Notre Dame. Le immagini aeree delle fiamme hanno fatto il giro del mondo, ma stando a quanto dichiarato da un portavoce della squadra di soccorso in un'intervista ai media francesi i mini velivoli che le hanno riprese non sono serviti soltanto a documentare le operazioni di spegnimento, bensì anche a dare un aiuto decisivo nel coordinarle. "Grazie ai droni siamo stati in grado di compiere scelte tattiche adatte a fermare questo incendio in una fase in cui potenzialmente poteva estendersi ai due campanili", ha dichiarato il portavoce; "ci hanno permesso di impiegare correttamente i mezzi che avevamo a disposizione".

I droni che hanno fatto parte della flotta impiegata dai vigili del fuoco francesi sono stati presi in prestito dal ministero degli interni e pilotati da una unità speciale della polizia parigina; i velivoli — i modelli Mavic Pro e Matrice M210 prodotti dalla casa cinese DJI — sono stati appositamente sbloccati dal produttore per poter operare in aree sensibili come il centro di Parigi, che normalmente sono interdette al volo attraverso un controllo della posizione gps. Le videocamere a bordo delle unità in volo hanno permesso al controllo da terra di avere un'idea più precisa dello sviluppo dell'incendio, un compito non facile considerando l'altezza della cattedrale, l'altitudine dell'area interessata dall'incendio (irraggiungibile da normali idranti) e la complessità della sua struttura. In questo modo le unità operative hanno avuto modo di capire quali fossero le aree nelle quali intervenire più urgentemente, concentrando lì le proprie energie.