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NSA, la CIA ha cercato per anni di violare i software Apple e l’iPhone

Un rapporto di The Intercept rivela che i ricercatori della CIA sono stati per anni coinvolti in un grande progetto di spionaggio che aveva come obiettivo quello di rompere le misure di sicurezza che esistono su iPhone e iPad già a partire del 2006, ossia un anno prima che Apple presentasse al mondo il suo primo iPhone.
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A cura di Francesco Russo
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Un rapporto di The Intercept rivela che i ricercatori della CIA sono stati per anni coinvolti in un grande progetto di spionaggio che aveva come obiettivo quello di rompere le misure di sicurezza che esistono su iPhone e iPad. A rivelare questa notizia sono i nuovi documenti forniti dall'ex tecnico della CIA, Edward Snowden, colui che ha rivelato il progetto di spionaggio PRISM ad opera della NSA.

Obiettivo della CIA era quindi quello di rompere le chiavi del sistema di crittografia che esiste all'interno del processore mobile di Apple e di provare anche a mettere fuori uso X-code, lo strumento che Apple usa per realizzare la maggior parte delle applicazioni iOS.

Il rapporto non dice se in effetti la CIA sia poi riuscita nel suo intento, senza fornire ulteriori dettagli, ma comunque il rapporto evidenzia la guerra che le agenzie di sicurezza nazionale americane hanno ingaggiato con le compagnie tecnologiche. I tentativi di forzare i prodotti Apple iniziarono già nel 2006, ossia un anno prima che il colosso di Cupertino presentasse al mondo il primo iPhone. Il programma di forzatura da parte dei ricercatori proseguì fino al 2010 con il lancio del primo iPad e proseguì ancora, secondo quanto rivelato dai documenti, fino al 2013.

Il progetto di forzare i prodotti Apple è stato per anni tenuto segreto dal governo americano, aiutati anche da ingegneri britannici per provare a violare prodotti per la sicurezza delle comunicazioni, sia nazionali (americani) che esteri. Compresi i telefoni con il sistema operativo Android, quello di Google.

Solo nel settembre scorso Apple annunciava che aveva rafforzato i metodi di crittografia per quello che riguardava i dati immagazzinati all'interno dell'iPhone, sostenendo che i cambiamenti non avrebbero consentito alla stessa azienda di estrarre i dati dei clienti, anche nel caso in cui lo ordinasse il governo americano. Anche Google ha incrementato la sicurezza dei propri dati. Entrambe le società hanno fatto poi sapere che le operazioni avevano lo scopo sia di proteggere la privacy degli utenti ma anche una conseguenza in seguito allo scandalo venuto fuori dopo le rivelazioni di Snowden.

E sempre lo scorso anno fu lo stesso CEO di Apple, Tim Cook, a confermare che Apple non aveva mai collaborato con alcuna agenzia governativa, non solo Usa ma di qualsiasi altro paes,e per creare una "backdoor" all'interno dei prodotti o dei servizi di Apple, negando anche l'accesso ai propri server.

La CIA interpellata sulla faccenda dall'agenzia Reuters si è rifiutata di commentare.

The Intercept è un sito che vede tra i redattori anche Glenn Greenwald, premio Pulitzer proprio per il suo lavoro sulle rivelazioni di Edward Snowden, e anche il premio Oscar, premiata per  "Citizenfour", il docu-film su Edward Snowden.

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