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Per Google non è certo il modo migliore per chiudere l'anno in Francia. L'Autorità francese per la Concorrenza ha inflitto una multa da 150 milioni di euro al colosso di Mountain View per abuso di posizione dominante per quanto riguarda gli annunci online. Ad essere finito nel mirino dell'autorità di Parigi è il modo in cui Google ha imposto le sue condizioni agli inserzionisti francesi che usano la piattaforma Google Ads per i loro annunci pubblicitari. Senza mezzi termini, l'Autoritè de la Cuncurrence definisce in un comunicato le condizioni usate da Google come "opache e di difficile comprensione" e le azienda le applica in modo "disuguale e arbitrario".

Nuova multa per Google, questa volta arriva dalla Francia, per posizione dominante relativamente agli annunci pubblicitari. L'ammenda di 150 milioni di euro per il modo in cui Google ha fatto valere le sue condizioni agli inserzionisti francesi che fanno uso della piattaforma Google Ads. Questa che arriva d'oltralpe per Google non è che l'ultima di una serie che ormai va allungandosi sempre di più. Negli ultimi anni il colosso di Mountain View è stato colpito da diverse multe miliardarie che hanno reso certamente difficile i rapporti tra Europa e Usa, specie con la presidenza Trump. Solo a marzo di quest'anno Google è stata multata dall'UE per 1,7 miliardi di dollari per pratiche abusive sempre per quanto riguarda gli annunci online.

Da Mountain View fanno sapere di non condividere la visione dell'Autoritè de la Cuncurrence di Parigi e si annuncia l'intezione di ricorrere contro questa multa. Lo si legge in un blogpost di Maria Gomri, direttrice giuridica di Google France. L'autorità di Parigi ha "assunto oggi una decisione contro l'applicazione delle nostre regole Google Ads che, a nostro parere, rende più difficile la protezione degli utenti francesi contro pratiche ingannevoli che sono, tra l'altro, oggetto di vigilanza da parte delle stesse autorità francesi", dichiara la Gomri, aggiungendo che tra le priorità di Google vi è proprio la "tutela degli utenti" dalle "pubblicità o siti web ingannevoli, inappropriati o dannosi".

Maria Gomri nel suo intervento fa riferimento ad una società in particolare, la Gibmedia, di cui Google aveva già sospeso l'account nel 2015 e che diffondeva pubblicità per siti web, come servizi di elenco o previsioni meteo, praticando condizioni ambigue di fatturazione per l'accesso a queste informazioni. "Queste pratiche – continua la Gomri – "danneggiano agli utenti francesi e violano chiaramente le nostre regole pubblicitarie. Di conseguenza, abbiamo sospeso i conti pubblicitari di Gibmedia, come avviene in tanti casi".