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Nuovo allarme privacy su Facebook

Facebook ha fatto sapere con un comunicato di aver disabilitato temporaneamente la condivisione di indirizzo e numero di telefono con gli sviluppatori di applicazioni. Eppure, basterebbe solo una gestione più trasparente dei dati degli utenti per placare le critiche sulla privacy…
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A cura di Mario Maaroufi
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Facebook non ha mai avuto un buon rapporto con la privacy. Anzi, di frequente il social network di Mark Zuckerberg viene criticato per adottare delle politiche di privacy poco trasparenti nei confronti degli utenti, con l'accusa che diversi dati personali vengano diffusi in modo velato a siti e applicazioni. Qualcosa, però, potrebbe presto cambiare e a segnalarlo è proprio una delle ultime mosse compiute dall'azienda in materia di condivisione dei dati. La scorsa notte, infatti, è stato rilasciato un comunicato dove Facebook ha annunciato che non avrebbe più consentito – anche se in modo temporaneo – agli sviluppatori di accedere a dati personali  degli utenti come indirizzo e numero di telefono.

In realtà, ci sono anche altre semplici mosse che consentirebbero all'opinione pubblica di vedere Facebook in modo diverso: a Mark Zuckerberg basterebbe solo aumentare il livello di consapevolezza degli utenti e modificare il form di autenticazione rendendolo più chiaro.

Ma andiamo con ordine. Facebook ha sempre dato al form di autenticazione un'importanza fondamentale, lanciando la funzionalità Facebook Connect per consentire agli utenti di loggarsi su un sito utilizzando l'account del proprio profilo, senza il bisogno di effettuare una registrazione. Quello che l'azienda di Palo Alto non ha mai fatto, però, è tenere informati gli utenti su quali dati vengano condivisi e come.

Riguardo alla struttura vera e propria del form di autenticazione, invece, sarebbe sufficiente dare più rilevanza all'avvertimento che dati sensibili come indirizzo e numero di telefono stiano per essere rivelati, ad esempio spostando l'avviso in una posizione più centrale rispetto a quella attuale. In parole povere? Una maggiore trasparenza riguardo la privacy. E, in vista dell'entrata in Borsa della società (prevista per il 2012), i vantaggi di una simile svolta non tarderebbero certo ad arrivare…

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