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Mentre in Italia si discute dell'Agenda Digitale, del ritardo tecnologico e delle azioni più opportune da innescare al fine di risolvere l'urgente questione del digital divide, Obama annuncia che investirà 18,2 miliardi di dollari per assicurarsi che tutti i nord americani (o quasi) siano presto raggiunti da una connettività di tipo wireless. Il piano, che prevede di portare il wi-fi al 98% della popolazione USA, dovrebbe trovare piena attuazione nell'arco di dieci anni, ma già durante i prossimi cinque anni il mutamento dovrebbe apparire in tutta la sua evidenza.

Il progetto, in estrema sintesi, è il seguente:  coprire il 98% del territorio abitato degli USA con una banda larga 4G e apportare sostanziali migliorie alla banda larga destinata ai dispositivi mobili al fine di liberare 500 MHz di spettro. L'idea è quella di mettere all’asta lo spazio in cui è possibile propagare il segnale wireless di modo da portare nelle casse dello stato circa 30 miliardi di dollari nel giro di dieci anni. Di questi 30 miliardi, circa 10 saranno utilizzati per ridurre il deficit e circa 3 verranno destinati all' "innovazione tecnologica"; espressione che, dopo il discorso sullo Stato dell'Unione, è diventata una sorta di cavallo di battaglia per il presidente Barack Obama, il punto focale di ogni sua iniziativa.

Intanto, cosa accade nel nostro paese? Qual è la situazione della banda larga e del wi-fi in Italia? Come molti sanno, è passato più di un mese da quando l'Italia è stata liberata da buona parte delle restrizioni contenuti nel decreto Pisanu, ma mentre le grandi realtà (la provincia di Roma e il comune di Firenze, tanto per citare i principali attori ) hanno subito approfittato dei cambiamenti inseriti nella normativa per attivare una serie di lodevolissime e avanguardistiche iniziative -i sistemi wi-fi implementati a Roma e Firenze sono stati recentemente celebrati dal settimanale tedesco Der Spiegel– i piccoli esercenti faticano a tenere il passo e sembrano molto incerti sul da farsi. Il punto è che la normativa non è affatto chiara e sono in molti attendere ulteriori specificazioni in materia prima di avviare un qualunque progetto. Questa reticenza, però, non è destinata a durare a lungo e molti grandi centri urbani potranno presto godere di un wi-fi libero e capillare. Il vero problema sono i piccoli centri (che rappresentano la maggioranza del paese), tra cui spiccano quelli ancora privi di qualsivoglia connessione a banda larga. È lì che il digital divide che affligge il nostro paese fa sentire in maniera prepotente la sua presenza, ed è per questo che l'azione non può essere riservata alla libera iniziativa degli enti locali ma occorre che ci sia un chiaro e preciso impegno da parte del governo.

Negli USA è il presidente in persona ad esprimersi in materia, a promettere un piano e a promuoverlo. Cosa fa, invece, il nostro Presidente del Consiglio?