Con l'annuncio di una spesa di 100 milioni di dollari sullo store proprietario, di cui il 20% tramite Quest, si apre la sesta edizione dell'Oculus Connect, l'annuale conferenza stampa con la quale l'azienda specializzata nella realtà virtuale (di proprietà di Facebook) presenta le novità in arrivo e le nuove piattaforme VR. E di novità, questa volta, ne sono state presentate due molto importanti: un nuovo sistema di interazione in VR, con il quale si potranno utilizzare le mani nude al posto dei controller, e un nuovo mondo in realtà virtuale pensato da Facebook per connettere i propri utenti.

L'Hand Tracking di Oculus Quest

Quando Oculus introdusse i primi controller touch, ormai 3 anni fa, il nuovo sistema di controllo pensato dall'azienda in un certo senso rivoluzionò gli ambienti VR, rendendoli più interattivi e semplici da utilizzare per gli utenti, grazie alla virtualizzazione delle mani che, però, è rimasta a lungo piuttosto limitante. E bene, presto con Oculus Quest si potrà evitare di utilizzare i controller fisici e interagire con gli ambienti virtuali utilizzando le proprie mani libere.

In arrivo entro l'inizio del 2020, questa particolare tecnologia (chiamata Hand Tracking) utilizzerà le fotocamere integrate nel visore stand-alone di Oculus, per riconoscere le mani dell'utilizzatore e permettergli l'interazione con gli oggetti e i mondi virtuali in piena libertà. Si tratta di un sistema di controllo rivoluzionario che, se funzionerà (ed il se è obbligatorio), potrebbe rendere ancora più appetibili e comodi da utilizzare questi particolari visori, di certo non ancora apprezzati da tutti.

Facebook Horizon, il mondo virtuale del social network

Che Zuckerberg ci abbia provato e riprovato è un dato di fatto. Ma, forse, la sua corsa alla creazione di un mondo virtuale nel quale gli iscritti possano interagire sotto forma di avatar potrebbe aver ottenuto un risultato molto interessante. Si chiama Facebook Horizon, arriverà entro l'inizio del 2020 in versione beta, e permetterà agli utenti di costruire i propri mondi grazie ad alcuni tool (probabilmente in stile Minecraft) per i quali non è necessaria alcuna competenza di programmazione e sviluppo.