I giorni immediatamente successivi alle consultazioni elettorali statunitensi del 2020 saranno delicati: lo spoglio non sarà immediato, e la circolazione di disinformazione sui presunti vincitori potrebbe dare adito a incomprensioni e disordini. Anche per questo motivo il gruppo Facebook ha deciso di mettere uno stop agli annunci elettorali negli Stati Uniti, che durerà per tutto il periodo successivo al momento delle elezioni fino a data da destinarsi. La decisione è stata annunciata dalla stessa azienda e si inserisce in un pacchetto di misure pensate per la sfida elettorale del 3 novembre tra l'attuale inquilino della Casa Bianca Donald Trump e lo sfidante Joe Biden.

In realtà la società aveva già annunciato un parziale stop agli annunci elettorali, ma la pausa riguardava la settimana immediatamente antecedente la data delle consultazioni. Mettendo un freno agli annunci di stampo politico anche nei giorni successivi, Facebook spera di evitare che i suoi social diventino un terreno di scontro o un metodo per esacerbare un confronto elettorale mai così vicino al trasformarsi in disordine civile. L'attuale presidente Trump ad esempio ha già più volte paventato il rischio di frodi elettorali, arrivando a suggerire di non essere pronto a una transizione pacifica dei poteri in caso di sconfitta. Tra le questioni sollevate dal numero uno della Casa Bianca c'è soprattutto il voto per posta che, a causa di Covid-19, non è mai stato così gettonato e che al contempo richiederà un conteggio dei voti più laborioso del solito.

Il problema sollevato dagli osservatori è che i politici più seguiti su Facebook non hanno alcun bisogno di sfruttare gli annunci elettorali a pagamento per diffondere i messaggi pericolosi dei quali la stessa azienda è preoccupata. Nei giorni delle elezioni i profili social dei due candidati del resto saranno i più seguiti del mondo. Per questo tra le iniziative già annunciate in precedenza e riportate sotto i riflettori in queste ore figura anche un sistema per contrassegnare eventuali interventi dei candidati e dei loro team elettorali nei quali viene annunciata in anticipo una vittoria che ancora non è stata certificata. I post incriminati non saranno però rimossi, e rimarranno online visibili agli elettori di entrambi gli schieramenti.