L'attivazione e lo sviluppo delle reti 5G rischia di creare problemi di non poco conto ai sistemi più sofisticati attualmente in uso per le previsioni meteo in tutto il mondo. La situazione di conflitto tra le connessioni cellulari di nuova generazione e i satelliti che permettono di individuare in anticipo il comportamento dei fenomeni meteo è nota da tempo, ma l'ultimo allarme lo ha lanciato nientemeno che l'organizzazione meteorologica mondiale nel corso della Conferenza globale dedicata al tema delle radiocomunicazioni che si è tenuta nei giorni scorsi a Sharm-el-Sheik.

Il problema dei 24 Ghz

Il problema risiede nel fatto che uno degli spettri di frequenze radio messi a disposizione delle connessioni 5G è quello dei 24 GHz, ovvero una banda radio molto vicina alle frequenze che i satelliti meteorologici scandagliano per individuare nell'atmosfera la presenza di microparticelle di vapore acqueo che funzionano da indicatori piuttosto affidabili del comportamento di eventuali uragani. Individuare le microparticelle aiuta infatti a costruire un modello di previsione utilizzato per evacuare in tempo le popolazioni che saranno probabilmente investite dalla traiettoria di questi fenomeni atmosferici, ma affollare le frequenze dei 24 GHz di segnali radio artificiali interferisce con il lavoro dei satelliti.

Secondo la NASA e il NOAA (l'amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica statunitense) introdurre un disturbo artificiale all'interno di queste frequenze ridurrebbe del 77% la quantità di dati affidabili che i satelliti riescono a raccogliere nelle loro operazioni, riducendo del 30% l'efficacia delle previsioni e portando dunque ritardi o incertezze nelle operazioni di evacuazione che potrebbero salvare la vita a numerose persone.

Un accordo insoddisfacente

Ecco perché durante la conferenza di Sharm-el-Sheik è stato cercato e trovato un accordo con governi e industria delle telecomunicazioni per proteggere lo spettro radio al centro del conflitto. Secondo l'intesa verranno istituite delle bande radio in prossimità dei 24 GHz che non potranno essere rese veicolo di telecomunicazioni, per salvaguardare l'affidabilità dei dati raccolti dai satelliti. Per i meteorologi però le misure previste dall'accordo non sono sufficienti a evitare problemi: agli operatori del settore non viene infatti imposto un silenzio radio assoluto ma è concesso uno spazio di manovra che però per gli esperti potrebbe comunque avere un impatto sulle operazioni di rilevazione dei satelliti. A meno di ulteriori sviluppi nelle contrattazioni, le due parti in causa dovranno trovare nei prossimi anni delle soluzioni per misurare l'impatto reale che l'avvento delle reti 5G avrà sulle misurazioni e lavorare insieme per mitigarlo.