1 Dicembre 2021
09:40

Perché il Regno Unito vuole che Facebook, Instagram e WhatsApp rinuncino alle GIF di Giphy

Dall’Antitrust britannica è arrivata al gruppo Meta la richiesta di vendere Giphy, il servizio di creazione, stoccaggio e ricerca di immagini animate utilizzato nelle tre app.
A cura di Lorenzo Longhitano

Mandare GIF animate su Facebook, WhatsApp e Instagram è estremamente semplice: le tre app mettono a disposizione uno strumento che permette di scegliere tra centinaia di migliaia di immagini in loop dividendole per parole chiave o temi e mettendole a portata di pochi tocchi dello schermo. Il segreto alla base di tanta efficienza è Giphy, un portale per lo stoccaggio e la classificazione di questo materiale che il gruppo Meta ha acquisito l'anno scorso per 400 milioni di dollari e che ora potrebbe dover rimettere in vendita: secondo l'autorità antitrust del Regno Unito infatti l'operazione già portata a termine rappresenta un ostacolo alla libera concorrenza e sta alla multinazionale fondata da Mark Zuckerberg porre rimedio alla situazione.

Il valore di Giphy

L'autorità antitrust britannica aveva messo gli occhi sull'operazione mesi fa, per due motivi. Da una parte le GIF animate sono uno dei mezzi di espressione social più in voga degli ultimi anni – comprendendo reazioni alle discussioni, meme e molto altro; dall'altra, dalla sua fondazione nel 2013 Giphy ha saputo creare attorno a questo fenomeno un prodotto inedito, che comprende la creazione di nuove immagini animate e una banca dati sterminata di materiale recuperabile attraverso un efficace motore di ricerca. Facebook, WhatsApp e Instagram hanno usufruito di questi servizi per anni prima di acquisire definitivamente l'azienda, e il timore delle autorità del Regno Unito è proprio che Giphy possa diventare una sorta di esclusiva delle app del gruppo fondato da Mark Zuckerberg.

Le ragioni del Regno Unito

Giphy al momento continua a offrire i suoi servizi anche a piattaforme e social esterni, ma in futuro potrebbe imporre interrompere questa fornitura, alzare in modo incongruo il prezzo o chiedere in cambio più dati da parte degli utenti che ne usufruiscono. Oltre a questo aspetto, l'Antitrust d'oltremanica ha sottlineato come Giphy stessa si sarebbe potuta trasformare in un concorrente valido per Facebook nel campo della pubblicità online. Per questi motivi la richiesta dell'Antitrust è che Facebook rimetta sul mercato l'azienda che ha acquisito l'anno scorso e lasci che siano altri soggetti a controllarla.

Decisione inedita

Non è ancora detto che Meta sia costretta a liberarsi di Giphy e del suo carico di GIF: la multinazionale può infatti fare appello contro la decisione. La mossa dell'Antitrust resta comunque significativa, perché rappresenta la prima volta che un ente di questo tipo tenta di interferire con una fusione o un'acquisizione già attuata, e il tutto avviene in un settore dove queste operazioni sono all'ordine del giorno – con un impatto quantificabile sullo stato della concorrenza. Per gli utenti fortunatamente la decisione non avrà comunque alcun impatto: anche se Meta dovesse effettivamente liberarsi di Giphy, il servizio rimarrebbe con tutta probabilità all'interno delle app della multinazionale, così come è sempre stato anche prima dell'acquisizione.

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