Dopo mesi di attesa finalmente sta arrivando su WhatsApp il tema scuro, una speciale modalità utilizzabile in condizioni di luce scarsa senza che lo schermo risulti troppo luminoso, e in generale meno affaticante da fissare. Il rifacimento grafico per il momento è disponibile in formato beta per chiunque su Android sia iscritto al relativo programma, ma sta già attirando qualche critica da parte di una parte di utenti che non lo ritiene abbastanza estremo rispetto a quanto promesso.

La principale critica che viene mossa al tema scuro di WhatsApp – almeno per come si presenta in questo momento – è proprio che non sia abbastanza scuro. In particolare lo sfondo delle conversazioni e della stessa interfaccia grafica non è nero, ma grigio scuro. Questo fatto rischia di scontentare tutti i possessori di smartphone con schermi AMOLED, i cui display potrebbero visualizzare contrasti scenografici (facendo anche risparmiare batteria al telefono) ma che con la soluzione adottata dagli sviluppatori di WhatsApp non possono esprimere appieno le proprie potenzialità. Gli sfondi delle chat in realtà si possono sostituire manualmente nelle opzioni dell'app, scegliendo sfondi completamente neri scaricati da Internet o creati appositamente, ma il resto dell'app non si può impostare diversamente.

Lamentele di vario tipo sono piovuto anche sulle bolle delle conversazioni – di tonalità simile allo sfondo e quindi facilmente confondibili con quest'ultimo – e sulla colorazione troppo sgargiante delle emoji, che secondo i critici andrebbero ricolorate in accordo con il resto della tavolozza cromatica scelta per il tema scuro. Gli sviluppatori potrebbero sempre apporre delle modifiche al tema scuro di WhatsApp prima di rendere la novità definitiva per tutto il pubblico dell'app, ma la realtà è che qualcuno scontento delle scelte estetiche operate dal gruppo rimarrà sempre. L'unica soluzione per accontentare tutti sarebbe quella di integrare all'interno di WhatsApp uno strumento per modificare a piacimento la colorazione di ogni singolo elemento del software, ma è decisamente improbabile che questo accada.