Nel milione di persone che hanno scaricato l'app Immuni in questi primi giorni di disponibilità una buona fetta di utenti non ha potuto utilizzarla: si tratta dei proprietari di smartphone Huawei e Honor, per i quali l'app non funziona e da qualche ora non è neppure più disponibile sul Play Store di Google.

Le segnalazioni sui malfunzionamenti di Immuni a bordo di questi smartphone avevano iniziato a fioccare online fin dai primi giorni della messa online e riguardano principalmente un errore restituito dall'app del governo in fase di apertura che recita: "notifiche di esposizione non attivate". Gli sviluppatori, messi al corrente del problema hanno dunque pensato di sospendere la distribuzione del software su questi telefoni: al momento, visitando il Play Store di Google alla pagina di Immuni, chi ha un dispositivo Huawei o Honor visualizza l'avvertenza "Quest'app non è compatibile con il tuo dispositivo" senza la possibilità di scaricarla.

Perché Immuni non funziona sugli smartphone Huawei e Honor

Il motivo del malfunzionamento per ora non è noto: utenti e osservatori stanno facendo ipotesi al riguardo, tra le quali ce n'è una che sembra più realistica di altre e riguarda la particolare versione di Android che è installata a bordo di questi dispositivi. Huawei e Honor sfruttano entrambe il sistema operativo di Google corredato però di un pacchetto di aggiunte software e grafiche chiamato EMUI: il prodotto, sviluppato in casa da Huawei, modifica l'interfaccia grafica di Android ma aggiunge anche funzionalità come un sistema per il risparmio energetico, che chiude automaticamente le app non utilizzate per fare in modo che l'autonomia del telefono ne guadagni.

Questa componente funziona in modo più aggressivo rispetto a soluzioni simili presenti in altri smartphone, e per questo è risultata la principale indiziata dei malfunzionamenti di Immuni. Secondo alcuni utenti, il sistema di risparmio energetico interno a EMUI potrebbe aver preso di mira Immuni o addirittura le recenti stringhe di codice sviluppate da Google in occasione della pandemia, che tengono attivo il bluetooth low energy anche quando l'app Immuni non è in primo piano sullo schermo. Normalmente la funzione di risparmio energetico chiude le app poco utilizzate che l'utente ha dimenticato aperte ma che consumano energia. Immuni risponde indubbiamente al secondo criterio, ma di sicuro non è poco utilizzata — anzi ha bisogno di funzionare costantemente; questo però il software non può saperlo.

Gli scontri tra Huawei e gli Stati Uniti non c'entrano

Sembra poco accreditata invece l'ipotesi che tutto dipenda dall'interruzione degli aggiornamenti dei Google Mobile Services sui dispositivi più recenti prodotti dalla coppia di aziende cinesi. Gli smartphone rimasti invischiati nella questione dell'interruzione dei rapporti tra Google e Huawei forzata dagli Stati Uniti si contano sulle dita di una mano, mentre quelli interessati dai malfunzionamenti di immuni sono una folta schiera.

A risolvere il problema dovranno essere gli sviluppatori di Google, Huawei o Bending Spoons, a seconda di cosa effettivamente stia andando storto nell'incontro tra Android, EMUI e Immuni. La soluzione potrebbe essere semplice (poche righe di codice introdotte da Bending Spoons dentro a Immuni per evitare che l'app venga riconosciuta come poco utilizzata), ma la speranza è che venga trovata presto. Da una parte infatti Immuni è ancora nella sua fase di sperimentazione, prevista proprio per individuare e risolvere in tempo problemi simili. D'altro canto, se davvero l'efficacia di Immuni si misura sul numero di utenti che la utilizzano, non si può non tenere in considerazione che i telefoni dei due marchi cinesi sono nelle mani di milioni di persone; se questi non possono scaricarla e attivarla già in questi giorni, potrebbero non riprovarci più in futuro.