L'accordo raggiunto tra ByteDance e Oracle permetterà alla piattaforma di condivisione video TikTok di sopravvivere negli Stati Uniti dopo le minacce di chiusura del presidente Trump, ma l'operazione ufficializzata in questi giorni non è importante solo perché mantiene in vita l'app per i 100 milioni di utenti statunitensi che la utilizzano regolarmente. L'intesa appena finalizzata rappresenta un compromesso tra i governi delle rispettive aziende che l'hanno sottoscritta: quello statunitense che ha imposto e poi approvato l'accordo, e quello cinese che nonostante una iniziale opposizione non l'ha osteggiato — tanto che c'è chi pensa che il precedente potrebbe influenzare anche il destino in occidente di un'altra importante azienda cinese: il colosso delle telecomunicazioni Huawei.

Huawei e TikTok, destino in comune?

Fin da quando TikTok è finita nel mirino delle autorità statunitensi, gli osservatori esterni hanno accomunato la vicenda legata alla piattaforma di condivisione video a quella di Huawei. A diversi mesi di distanza una dall'altra, entrambe le realtà hanno iniziato a subire critiche relative alla sicurezza dei dati dei loro utenti — con l'implicazione che chiunque ne sfruttasse i servizi sarebbe stato a rischio spionaggio da parte del governo cinese. Le illazioni si sono trasformate presto in accuse e poi, tra l'opposizione dei piani alti di Huawei e TikTok e la contrarietà del governo cinese, nella minaccia di una estromissione totale dal territorio statunitense.

Con Huawei questo è accaduto a partire da poco più di un anno fa. Il gruppo cinese era stato inserito a maggio del 2019 in una lista speciale che impediva alle aziende statunitensi di farvi affari se non espressamente autorizzate; il provvedimento è entrato in vigore sul finire dell'anno, e ad oggi rende ancora impossibile all'azienda operare in settori chiave. Il sistema operativo Android sui suoi smartphone è privo dei servizi Google, i chip che include nei suoi telefoni e nelle sue apparecchiature di Rete non le vengono forniti e la progettazione e la fornitura di nuovi microprocessori sono a rischio.

Le differenze tra TikTok e Huawei

TikTok ha evitato questo stesso destino poche ore fa: Donald Trump si è detto felice dell'accordo raggiunto con Oracle (che porterà anche miliardi nelle casse dello stato e migliaia di posti di lavoro negli USA), mentre il governo di Pechino sembra comunque soddisfatto di aver impedito a Washington di appropriarsi di un'azienda cinese. Se l'intesa raggiunta è stata sufficiente a disinnescare i timori per la sicurezza nazionale che fino a settimana scorsa animavano l'amministrazione USA nei confronti di TikTok, architettare una soluzione simile per Huawei potrebbe riportare il colosso delle telecomunicazioni fuori dall'isolamento nel quale si trova ora.

Farlo però potrebbe essere difficile, per non dire impossibile. Con TikTok lo stallo sembra avviarsi a una soluzione perché lo sviluppatore ha aderito a un piano attraverso il quale sarà fondata una società con sede negli Stati Uniti, partecipata in minoranza da un'azienda statunitense (Oracle) che tratterà i dati degli utenti USA su server locali sviluppati con tecnologia americana. Huawei è un'azienda di telecomunicazioni che realizza l'infrastruttura di base sulla quale transitano potenzialmente tutti i dati di tutti gli utenti che ne sfruttano indirettamente i servizi tramite un semplice abbonamento al proprio operatore telefonico: per questo — a torto o a ragione — è stata giudicata un pericolo, e per questo compartimentarne gli assetti come è stato proposto di fare con TikTok potrebbe essere infattibile.