9 Giugno 2021
16:24

Perché sembra che il tuo smartphone ascolti le tue conversazioni (anche se non lo fa)

Il fenomeno è inquietante, ma ormai numerosi esperti di sicurezza informatica hanno smentito la tesi dei telefoni sempre in ascolto per captare gli interessi degli utenti. La realtà, pur essendo meno d’impatto, è ugualmente preoccupante: chi vende annunci sa già fin troppo dei destinatari, anche senza ascoltarne le conversazioni.
A cura di Lorenzo Longhitano

Su Internet e all'interno delle app più svariate può capitare di trovarsi invasi da pubblicità estremamente precisa: prodotti o servizi che ricalcano le ricerche fatte online pochi giorni o poche ore prima, e annunci che in alcuni casi sembrano addirittura essere basati su conversazioni origliate dal microfono dello smartphone. Il fenomeno è inquietante, ma ormai numerosi esperti di sicurezza informatica hanno smentito la tesi dei telefoni sempre in ascolto per captare gli interessi degli utenti.

Tutta la verità sul tema l'ha riassunta di recente su Twitter l'esperto di privacy statunitense Robert Reeve, e pur essendo meno d'impatto è ugualmente preoccupante: per proporre i suoi annunci dalla precisione chirurgica, gli smartphone non hanno neppure bisogno di utilizzare il microfono, e sanno già fin troppo anche senza ascoltare le conversazioni.

Il microfono non serve

Il segreto della pervasività e della precisione di questi annunci sta nel fatto che i profili delle persone alle quali vengono proposti non vengono compilati solamente a partire dal loro comportamento all'interno di un'app o di un sito Internet, ma dalla somma di tutte le loro decisioni e preferenze documentabili e a loro riconducibli — sia online che offline: non solo i famigerati cookie all'apertura di ogni singolo sito Internet, né soltanto i luoghi visitati e registrati diligentemente dal telefono, ma tutto ciò che si può legare a una singola identità utilizzando elementi come numeri di telefono, indirizzi email o identificativi univoci utilizzati dai sistemi operativi degli smartphone.

Banche dati aggregate

Da una parte insomma le fonti di questi dati sono insomma le più disparate. Offline ad esempio la carta fedeltà del supermercato racconta quali sono le marche e le tipologie di prodotto acquistati più frequentemente, mentre online gli account seguiti su un profilo social possono rivelare preferenze politiche; questi dati sono raccolti separatamente dalle aziende responsabili, che in base ai termini di utilizzo dei loro servizi possono però metterli a disposizione di soggetti terzi. Dall'altra, a questi soggetti non serve altro che unire le banche dati sulle quali mettono le mani e trovare le corrispondenze che conducano ai singoli individui: il medesimo numero di telefono o indirizzo email rivelato in fase di iscrizione solitamente è sufficiente.

I profili così ricreati sono sensibilmente più precisi rispetto a quelli generabili con un singolo set di informazioni. Inoltre, algoritmi di intelligenza artificiale specializzati nel trovare correlazioni tra grandi cataloghi di dati possono comparare i profili di più persone per trovare tipologie di indidivdui simili tra loro, e utilizzare le somiglianze tra un profilo e l'altro per prevedere interessi e preferenze ancora rimasti inespressi dai singoli; in poche parole — sapere in anticipo cosa potrebbero voler comprare.

La pubblicità ad amici e parenti

Infine se due smartphone si trovano spesso nelle vicinanze — un dato ottenibile facilmente dal GPS e dai WiFi nelle vicinanze — si può dedurre che i due proprietari si conoscano. Possono essere familiari, amici o colleghi — ma in ogni caso c'è una probabilità elevata che finiscano a interagire tra loro parlando degli argomenti più disparati. Chi è a conoscenza di questo dato può dunque trarre un vantaggio concreto nel decidere di mostrare a uno dei due soggetti un annuncio pubblicitario che invece è pertinente per l'altro. La speranza è di indurre subliminalmente i conoscenti di un individuo a parlargli di ciò a cui è già potenzialmente interessato — rinforzando o facendo nascere la curiosità per un dato prodotto.

Tutto questo avviene costantemente e sostanzialmente ovunque. A volte può poi capitare che una delle pubblicità proposte sul telefono o sul browser sembri sollecitato da una conversazione appena avvenuta, ma il fenomeno è soltanto una coincidenza che nasconde una realtà ancora più preoccupante: chi vende annunci ormai sa tutto dei suoi destinatari, anche senza bisogno di ascoltarli.

Migliori smartphone 5G: classifica e guida all'acquisto
Migliori smartphone 5G: classifica e guida all'acquisto
Come sapere se qualcuno ti sta spiando le conversazioni WhatsApp
Come sapere se qualcuno ti sta spiando le conversazioni WhatsApp
Ora su WhatsApp puoi ignorare per sempre le conversazioni senza farti scoprire
Ora su WhatsApp puoi ignorare per sempre le conversazioni senza farti scoprire
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni