Più informatica e soprattutto più coding nelle scuole di domani: è quel che si augura il neo ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti, che tra le dichiarazioni rilasciate in queste ore in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico ha avuto modo di toccare il tema dell'insegnamento dei linguaggi di programmazione – caro da tempo a chi si occupa di innovazione e tecnologia in Italia. Per il ministro introdurre gli studenti delle scuole al coding può infatti servire non solo a mantenere competitive le loro abilità in un panorama internazionale sempre più proiettato verso il digitale, ma anche a sviluppare in generale le loro facoltà di apprendimento – "un po' come facevano il latino e le lingue straniere".

Il coding come il latino

Che il coding sia in grado di potenziare le capacità logiche degli studenti è noto da tempo, e per portare avanti la propria tesi Fioramonti ha citato studi neurologici secondo i quali questa attività "aiuta il cervello a formarsi in un certo modo". Secondo alcuni studi in effetti il coding attiva contemporaneamente più aree del cervello assegnate a diverse funzioni come memoria, linguaggio, attenzione funzionando da stimolo come una sorta di lingua straniera ai confini con il mondo della matematica – anche se le ricerche in questo particolare settore sono relativamente recenti e per questo i risultati non vanno considerati definitivi.

Tutti devono impararlo

Quel che è certo è che il fattore utilità penda decisamente a favore del coding; del resto la tesi che queste competenze debbano essere insegnate il prima possibile è abbracciata anche da diverse personalità del mondo hi tech, secondo le quali il primo approccio con questo mondo dovrebbe avvenire già durante le scuole elementari. L'idea è quella di preparare il prima possibile tutti gli studenti a un primo impatto con un settore che sta cambiando il mondo – una tesi sposata da Fioramonti per il quale "dobbiamo capire il digitale tutti quanti, non solo chi si occupa di informatica". La sfida diventerebbe dunque trovare un approccio che dia al coding l'importanza che merita, senza sacrificare l'insegnamento delle lingue tradizionali e e delle altre materie.