Con la riapertura della maggior parte delle attività lavorative, la ripresa di quelle scolastiche e l'arrivo dei primi freddi, tenere sotto controllo l'andamento dei contagi da coronavirus è più importante che mai, e uno strumento fondamentale per farlo resta sempre l'app Immuni. Il numero dei download dell'app è ancora lontano da quello considerato ottimale dagli stessi promotori, ma è cresciuto nelle ultime settimane fino ad arrivare a quota 6,6 milioni.

Se così fosse, significherebbe che il ritmo dei nuovi download sta accelerando. In piena estate infatti — tra luglio e agosto — le persone che hanno scaricato l'app per il tracciamento dei nuovi contagi sono state a malapena 700.000; stando al dato emerso in queste ore invece, in un lasso di tempo comparabile e riferibile al mese di settembre il numero degli utenti di Immuni è aumentato di più di 1 milione e mezzo di unità, ovvero con un tasso di crescita doppio rispetto a quello fatto registrare in precedenza.

La riapertura delle scuole e il ritorno nei luoghi di lavoro può aver convinto molti a installare l'app come precauzione, ma Immuni presto sarà utile anche al di fuori dei confini nazionali. A partire dal 17 ottobre l'Italia parteciperà infatti un programma sottoscritto con altri Paesi dell'Unione per connettere la piattaforma Immuni con le app per il tracciamento dei contagi attivate dai governi co-firmatari dell'intesa. Il programma è stato battezzato Gateway, e per il momento vede protagonisti oltre al nostro Paese anche Danimarca, Germania, Irlanda, Lettonia e Repubblica Ceca.

Presto alla lista dovrebbero aggiungersi altri Paesi; l'app Immuni continuerà a funzionare per tutti coloro che visiteranno queste località, interagendo con gli smartphone dei cittadini locali che utilizzano le app approvate dal loro governo. Non ci sarà bisogno di installare altri software per favorire la compatibilità, e il livello di privacy dell'interscambio di informazioni sarà il medesimo garantito da Immuni.