apple dazi trump

Il braccio di ferro tra Apple e Qualcomm, il principale produttore di chip per smartphone, sembra ormai aver raggiunto un punto di non ritorno. Le battaglie legali che ormai proseguono da anni hanno definitivamente rotto ogni rapporto tra le due aziende, in guerra a causa delle pratiche legate alle licenze di Qualcomm e ai suoi tariffari gonfiati e basati su una sorta di monopolio del settore. In questi giorni è emerso un altro elemento di tensione tra le due realtà: Apple avrebbe richiesto di utilizzare i chip di Qualcomm nei suoi iPhone XS, XS Max e XR, ma Qualcomm si sarebbe rifiutata. Lo ha svelato il COO della mela Jeff Williams durante una seduta davanti alla Federal Trade Commission.

Qualcomm è attualmente accusata di aver messo in piedi una sorta di monopolio che le ha consentito di applicare delle tariffe maggiorate per i suoi componenti, consentendo alle aziende produttrici di smartphone di integrare i chip a costi elevati e offrendo sconti solo a chi, come Apple, decideva di fornire l'esclusiva all'azienda asiatica. Dopo il rifiuto di Qualcomm, Apple si è rivolta ad Intel per la produzione di questi chip. Una decisione che, però, potrebbe danneggiare Apple su quello che sarà il grande trend delle comunicazioni future: il 5G.

I chip Intel, infatti, non saranno pronti per il 5G prima del 2020, a differenza di quelli Qualcomm che dovrebbero arrivare prima. Inoltre, i prodotti Intel sembrano essere più lenti rispetto a quelli della concorrenza, elemento che sfavorirebbe la mela nei confronti di altri produttori che invece possono ancora contare sui chip Qualcomm. Insomma, lo scontro tra le due realtà non sembra destinato a terminare a breve. Anche perché Qualcomm sta portando queste battaglie in tutto il mondo, vincendone anche alcune: lo scorso mese Apple ha dovuto bloccare le vendite degli iPhone 7 e 8 in Germania e rilasciare un aggiornamento speciale in Cina per evitare un blocco.