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Non si ferma la battaglia legale che vede ormai contrapposte Apple e Qualcomm nei tribunali di tutto il mondo. L'ultimo round lo ha vinto il produttore di chip nella giornata di venerdì, quando la corte federale di San Diego ha imposto ad Apple il pagamento di circa 31 milioni di dollari al colosso statunitense. Oggetto del contendere era un trittico di brevetti depositati da Qualcomm e relativi a tecnologie per il risparmio energetico ideate congiuntamente ai propri chip. Apple — era l'accusa di Qualcomm — avrebbe utilizzato indebitamente un sistema simile sui propri iPhone senza però riconoscere al produttore il pagamento dovutole.

Nel dare ragione a Qualcomm, la corte ha imposto ad Apple l'obbligo di corrispondere alla società il pagamento di una licenza per ciascun telefono venduto. Si tratta di 1,41 dollari per iPhone, ovvero di una cifra tutto sommato trascurabile per un colosso come Apple, ma che comunque erode i margini di guadagno della casa di Cupertino. Soprattutto però la sentenza riconosce a Qualcomm la legittimità delle proprie posizioni all'interno di una battaglia che con la casa degli iPhone ormai prosegue da anni.

Da una parte infatti la società guidata da Tim Cook ritiene che Qualcomm non debba essere in grado di pretendere il pagamento di licenze sulla base delle singole unità di prodotto vendute, e che questa pratica venga utilizzata in modo scorretto dal gruppo per mantenere una posizione dominante nel mercato. Dall'altra parte la proprietà intellettuale che Qualcomm può far valere nei confronti di Apple e dei suoi clienti non si limita ai tre brevetti protagonisti di questa sentenza, ma è estesa a "decine di migliaia" di altri brevetti. La vicenda giunta a conclusione in questi giorni potrebbe dunque avere implicazioni significative per l'esito finale dello scontro tra i due colossi, che proseguirà ancora a lungo.