Team avversari, ma stessa maschera sul volto a proteggerli dal rischio Covid-19: è accaduto ai piloti e ai team di Ferrari e McLaren durante il primo appuntamento del mondiale di Formula 1 nell'era del coronavirus9. In Austria, a Zeltweg, nello scorso weekend si è tenuta la gara inaugurale del campionato di corsa del 2020 dopo l'annullamento delle prime 7 tappe. La competizione è stata segnata dalla vittoria del finlandese Bottas ma anche a un ritorno alla normalità segnato dalle misure di distanziamento sociale e di protezione personale dettate dall'esigenza di contenere il rischio di nuovi focolai di Covid-19. Tra questi ultimi accessori, i più attenti hanno notato la presenza, nei box e nel paddock, di numerosi modelli di U-Mask Model Two, mascherina che unisce stile e tecnologia realizzata dall'italo britannica U-Earth.

Gli staff delle squadre di Ferrari e McLaren hanno optato per maschere che rispecchiano i temi cromatici dei rispettivi team, ma il design dei prodotti sotto ai colori era il medesimo: si tratta di una maschera multistrato che unisce, oltre a barriere in tessuto e nanofilranti, un filtro ideato da U-Earth che intrappola microrganismi e particelle inquinanti per farli aggredire da batteri buoni, e renderli così inoffensivi. La tecnologia alla base delle mascherine era in lavorazione da anni, ma allo scoppio dell'epidemia in Cina hanno iniziato ad arrivare da oriente le prime richieste per la produzione di dispositivi di protezione personali.

Tra i motivi che stanno rendendo popolari le mascherine U-Mask Model Two c'è però anche una particolare attenzione all'estetica da parte dei produttori. Lo strato esteriore degli accessori è in nylon riciclato Econyl, comodo e personalizzabile come hanno fatto i team Ferrari e McLaren. I filtri protettivi della maschera sono invece intercambiabili e vanno sostituiti dopo 150-200 ore di utilizzo.