28 Gennaio 2021
09:57

Quando arriva (e come funziona) la nuova privacy di iOS 14 che fa paura a Facebook

Presto arriverà sui dispositivi Apple un aggiornamento che permetterà di controllare con precisione il tracking degli utenti, la funzione che molte app utilizzano per costruire profili dettagliati delle persone e offrire loro annunci pubblicitari mirati. Ecco come funzionerà e perché fa paura ad aziende come Facebook.
A cura di Lorenzo Longhitano

Con l'arrivo di iOS 14 gli iPhone sono diventati ancora più rispettosi della privacy degli utenti rispetto al passato, ma uno degli aggiornamenti più importanti da questo punto di vista sta per arrivare sui telefoni tra poche settimane e sta preoccupando aziende come Facebook, che quotidianamente guadagnano utilizzando i dati dei loro utenti a scopi pubblicitari. Ad anticiparlo è stata proprio la casa di Cupertino, mettendo finalmente in calendario per questa primavera una serie di cambiamenti che erano stati promessi ormai a giugno dell'anno scorso.

Le novità in arrivo sono quelle che già da tempo Apple illustra nella pagina web che riassume le caratteristiche di iOS 14, alla voce Più controllo e trasparenza sul tracking delle app. La descrizione riferisce solo che sui telefoni "Chi sviluppa le app deve avere il tuo permesso prima di poter monitorare le tue attività", e che "In qualsiasi momento puoi controllare quali app hai già autorizzato e revocare i permessi da Impostazioni", rimandando poi a inizio 2021 l'arrivo dell'aggiornamento che renderà possibile tutto questo. Maggiori informazioni in merito sono state discusse non a caso oggi, nella Giornata europea della protezione dei dati personali.

Al centro dell'aggiornamento c'è una funzione utilizzata da molte app a scopi pubblicitari, ovvero il tracking degli utenti. Questo sistema permette ad aziende attive nel campo delle inserzioni pubblicitarie di costruire un profilo dettagliato di chi utilizza un'app che si appoggia ai loro servizi, con la possibilità di seguire le attività delle persone da una piattaforma all'altra. Da una parte l'identificativo univoco associato agli utenti da queste tecnologie non consente, da solo, di risalire alla loro identità reale; d'altro canto, poter ricondurre ad un unico codice attività come spostamenti, like, pagine seguite, gruppi frequentati, video apprezzati, acquisti effettuati e siti preferiti permette di tracciare un identikit piuttosto preciso di chiunque — soprattutto se questi pacchetti di dati raccolti vengono incrociati tra loro.

Oggi è emerso che il futuro aggiornamento di iOS 14 è in arrivo in primavera, e che disabiliterà questa funzione per impostazione predefinita in tutte le app. Gli utenti potranno comunque scegliere se partecipare al tracking e se farlo con tutte le app oppure decidendo per ogni singolo software e attività; per farlo però dovranno acconsentire a richieste esplicite da parte degli sviluppatori, e le autorizzazioni potranno essere revocate in ogni momento tra le impostazioni del telefono.

Non c'è dubbio che gli sviluppatori coinvolti chiederanno queste autorizzazioni. Molte piccole app e grandi piattaforme che si propongono gratuitamente guadagnano con la vendità di pubblicità agli inserzionisti, e per farlo utilizzano sistemi come il tracking per fare in modo che agli utenti vengano mostrati annunci pertinenti. Non sorprende dunque che tra le aziende più indispettite dalla nuova privacy di iOS ci sia il gruppo Facebook, che dalla vendita di annunci guadagna miliardi. Nelle ultime settimane l'impero di Mark Zuckerberg ha lanciato un'offensiva senza precedenti nei confronti dell'aggiornamento di iOS in arrivo — occupando pagine di quotidiani nelle quali accusa Apple di voler tarpare le ali ai piccoli commercianti che contano sulle pubblicità personalizzate di Facebook per sopravvivere.

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