Uno dei metodi più efficaci per contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus è ridurre i contatti tra le persone, e dunque gli spostamenti non necessari. Negli ultimi giorni le misure di limitazione adottate dal governo e dalle regioni nelle ultime settimane sono state però allentate, e secondo molti esperti la direzione intrapresa rischia di preparare il terreno per una terza ondata difficile da gestire. Le conseguenze che l'inserimento in zona gialla della maggior parte del Paese avrà sull'evolversi della pandemia le scopriremo come di consueto tra circa due settimane; nel frattempo però i dati sulla mobilità delle persone raccolti dal Governo, da Google e da Apple possono già tornare utili per capire da quale situazione stiamo partendo.

Gli ultimi dati elaborati da Google che derivano dall'utilizzo degli smartphone dei suoi utenti sono i più completi : sono stati pubblicati l'11 dicembre e non comprendono dunque i giorni che seguono la data di domenica 13, proprio quando le misure di contenimento delle regioni sono state allentate. I valori relativi ad alcuni i campi — come luoghi di lavoro e stazioni del trasporto pubblico — sono in linea con queli fatti registrare anche nelle settimane precedenti; è aumentato leggermente rispetto alle prime settimane di novembre il tempo speso nei negozi e nei luoghi del tempo libero e nei negozi di alimentari e medicinali, mentre i parchi — complice forse il primo freddo — non hanno fatto registrare la stessa tendenza.

Il discorso è leggermente diverso per i dati di Apple, meno granulari ma aggiornati proprio alla data del 13 dicembre. Dai dati dell'utilizzo degli iPhone si evince innanzitutto che gli spostamenti in auto, a piedi e sui mezzi pubblici continuano a rimanere inferiori ai periodi pre-covid. Da novembre in realtà i mezzi pubblici, dai quali ci si è tenuti alla larga il più possibile, hanno iniziato a riguadagnare terreno. Il dato più preoccupante però è proprio quello — per forza di cose parziale — dovuto agli ultimi giorni dei rilevamenti: nello scorso fine settimana la situazione è peggiorata fino a mostrare i livelli di mobilità più alti corrispondenti a quelli di fine ottobre.

Nulla che videocamere e macchine fotografiche non abbiano già documentato nelle scorse ore: del resto l'entrata in zona gialla della maggior parte delle regioni italiane nello scorso weekend ha innescato una spinta negli spostamenti che nei prossimi giorni dovrebbe mostrarsi in modo ancora più chiaro anche nei grafici. I prossimi dati rilevati dovrebbero insomma iniziare a riflettere il cambiamento e descrivere con più precisione a cosa stiamo andando incontro.