Uno dei motivi per cui sempre più persone sono attratte dalle biciclette elettriche è la loro abilità di combinare l'agilità nel traffico e negli spazi urbani alla velocità e alla comodità di un motore elettrico. Questo mix unico di caratteristiche ha spinto le aziende francesi Wunderman Thompson Paris ed Ecox Enterprises in collaborazione con Urban Arrow a lavorare su un mezzo di trasporto capace di portare i medesimi vantaggi al mondo del pronto soccorso; il risultato è una bici ambulanza che può sfrecciare in città arrivando dai pazienti nella metà del tempo impiegato rispetto alle controparti a quattro ruote.

Il principio di funzionamento è esattamente quello di una bicicletta elettrica a pedalata assistita: chi la guida ha a disposizione un potente motore che amplifica la spinta delle pedalate fino a portare il mezzo a velocità che nel traffico cittadino sono comparabili o superiori alla velocità media di un'automobile. Il vantaggio è che le due ruote, lo spessore ridotto e la classificazione del mezzo lo rendono adatto a fare lo slalom tra le auto in coda e sfrecciare lungo i percorsi destinati alle piste ciclabili, evitando o sorpassando i veicoli fermi che sono la maggiore causa di rallentamenti per le ambulanze tradizionali.

Le batterie a bordo consentono una abbondante autonomia da 160 chilometri, mentre il bagagliaio da 150 litri consente di trasportare tutto l'occorrente per il primo soccorso ai pazienti. Tra gli accessori infine non mancano lampeggianti per rendere il mezzo riconoscibile anche nel traffico e una sirena da 140 decibel per chiedere la precedenza agli altri utenti della strada.

Ovviamente la bici ambulanza non è esente da limiti, tra i quali il maggiore è sicuramente l'impossibilità di caricare a bordo i pazienti per trasportarli in ospedale. Il mezzo può essere però usato come un'avanguardia rapida, soprattutto in città particolarmente trafficate: a cavallo della bici il medico a bordo può arrivare sul luogo del soccorso in tempi brevissimi, che in alcuni casi possono fare la differenza tra la vita e la morte degli assistiti. Una volta stabilizzato chi ha bisogno di cure, l'ambulanza tradizionale può arrivare con i suoi tempi e trasportare se necessario il paziente in ospedale.