20 Marzo 2021
12:08

Questa casa virtuale è stata venduta per mezzo milione di dollari

Il contratto è stato stretto utilizzando un NFT — un gettone virtuale che sta diventando di tendenza nella compravendita di opere d’arte digitali — ma non ha assicurato all’acquirente il possesso di alcun bene fisico: soltanto il diritto di rivendicare come suo quello che per ora non è altro che un progetto su schermo.
A cura di Lorenzo Longhitano
Mars House, la casa virtuale dell’artista contemporanea Krista Kim
Mars House, la casa virtuale dell’artista contemporanea Krista Kim

Chi l'ha comprata non l'ha fatto certo per viverci, eppure è stato disposto a spenderci mezzo milione di dollari: Mars House, una casa virtuale messa recentemente in vendita online dall'artista digitale Krista Kim è stata effettivamente acquistata da un compratore che per averla ha sborsato l'esorbitante cifra. Il contratto è stato stretto utilizzando un NFT — un gettone virtuale che sta diventando di tendenza nella compravendita di opere d'arte digitali — ma non ha assicurato all'acquirente il possesso di alcun bene fisico: soltanto il diritto di rivendicare come suo quello che per ora non è altro che un progetto su schermo.

Quello di Mars House è soltanto l'ultimo episodio di un fenomeno che sta prendendo piede nelle ultime settimane, ovvero l'utilizzo degli NFT per vendere e acquistare opere digitali firmate come se fossero beni fisici dalle caratteristiche uniche. Questi speciali gettoni utilizzano tecnologie di autenticazione simili a quelle che stanno alla base dei Bitcoin e vengono allegati sempre più spesso a immagini, video, tweet e altri contenuti che di norma sarebbero facilmente replicabili, ma che con la firma dell'autore sotto forma di NFT diventano pezzi unici.

In questo, Mars House non è diverso da molti prodotti di design in 3D: si tratta di un'opera che l'artista ha realizzato digitalmente nel 2020, che raffigura una casa su marte e che si può già esplorare da tempo online. L'arredamento dalle linee futuristiche e dai materiali translucenti lascia chiaramente intuire che la Mars House non è pensata per essere abitata veramente, eppure i progetti esistono: non si tratta di calcoli sulla disposizione delle colonne portanti e delle tubature, ma semplicemente dei file 3D che l'artista ha generato per dare vita al modello poligonale della casa.

L'acquirente si è assicurato questi file, insieme al certificato che ne attribuisce la proprietà. Tra gli scopi di ha comprato la casa può esserci la rivendita: Mars House del resto è il primo immobile virtuale venduto in questo modo, e in quanto tale l'interesse nei suoi confronti potrebbe aumentare facendone lievitare il valore. Per l'artista gli impieghi del progetto possono essere almeno due: far realizzare gli arredi in vetro fornendo le specifiche ad appositi fornitori, oppure applicare digitalmente le fattezze della casa a un immobile vero e proprio utilizzando la realtà aumentata. I prodotti attualmente in commercio non rendono ancora possibile nulla del genere, ma stando all'artista presto vivremo con visori costantemente indossati, e il virtuale diventerà un ennesimo canale per esprimere se stessi, anche attraverso l'arte digitale.

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