Da oggi la piattaforma di cartografia digitale Google Earth non è più solo utile a esplorare la Terra comodamente dal proprio smartphone o dal computer, ma anche per osservare quali cambiamenti ha dovuto affrontare il pianeta nel corso degli ultimi decenni. L'ultimo aggiornamento del portale è uno dei più significativi apportati dagli sviluppatori negli ultimi anni e rende disponibile su tutta la superficie terrestre una modalità chiamata Timelapse, che permette di fissarsi su un punto preciso del pianeta per osservare in sequenza le immagini aeree così come sono state registrate nel passato.

Quasi 40 anni di cambiamenti

Le immagini 24 milioni di nuove immagini satellitari che da oggi fanno parte della banca dati di Google Earth vanno indietro nel tempo fino al 1984 e si possono esplorare sia dal sito web del servizio che dall'app per smartphone. Uno degli utilizzi più significativi della funzionalità è osservare come è cambiata la fisionomia del pianeta in relazione a fenomeni come urbanizzazione e riscaldamento globale. Le città si ingrandiscono a scapito delle foreste, le coste vengono erose dall'innalzamento dei mari e i ghiacciai si ritirano, ma non solo: all'interno di Timelapse è possibile osservare in azione numerosi altri fenomeni naturali e artificiali, da laghi che cambiano fisionomia a calamità naturali, fino a fiumi il cui corso si modifica lentamente.

Come funzionano i timelapse in Google Earth

Per esplorare le potenzialità della nuova funzione basta recarsi nell'apposita sezione di Google Earth. Dopo il caricamento, si viene accolti da una serie di sequenze temporali messe in evidenza dagli sviluppatori e che comprendono approfondimenti su deforestazione, espansione urbana, luoghi a intenso sfruttamento energetico, e molto altro; tutti offorno panoramiche su luoghi del pianeta radicalmente cambiati nel corso dei decenni, e tutti i luoghi sono navigabili con il mouse o il touch screen come avviene di consueto su Google Earth.

Oltre alle sezioni Storie e Località in primo piano è possibile cercare località specifiche in tutto il pianeta utilizzando l'apposita barra di ricerca. Una sola l'avvertenza: la funzionalità non è particolarmente utile a osservare cambiamenti intercorsi al livello delle singole città o località. Le immagini a disposizione dal 1984 del resto non erano abbastanza sofisticate per offrire un livello di dettaglio simile; d'altro canto visionare macro aree come quella metropolitana di Milano dà comunque i suoi effetti.