Con lo scoppio della pandemia di coronavirus le mascherine per il volto sono diventate ubique. Inizialmente introvabili e in alcuni casi sconsigliate, ora per fortuna si reperiscono con più facilità in tutto il mondo e nei luoghi pubblici vanno ancora utilizzate obbligatoriamente. Quella che hanno realizzato i ricercatori giapponesi di Donut Robotics però è una mascherina anti Covid diversa da tutte le altre: si chiama C-Mask e può collegarsi allo smartphone e amplificare la voce di chi parla.

Lo scopo di Donut Robotics era quello di realizzare un prodotto che rendesse meno onerosa la lotta al coronavirus. C-Mask in effetti non è una mascherina a se stante, ma un prodotto in materiale semirigido che va indossato sopra le normali protezioni per il volto e fornisce al proprietario funzionalità aggiuntive per sopperire al fatto che bocca e naso sono coperti. All'interno del gadget è incluso infatti un microfono che capta la voce del proprietario in modo forte e chiaro e può instradarla verso un altoparlante che la amplifica e la ritrasmette in tempo reale verso l'esterno o una connessione bluetooth con il telefono.

Quando sfrutta la connessione bluetooth, C-Mask si comporta come un normale microfono wireless: permette di interagire con l'assistente vocale del telefono e dunque di dettare messaggi o effettuare chiamate (a patto che il proprietario indossi degli auricolari) anche quando lo smartphone è in tasca. Attraverso l'altoparlante invece il gadget C-Mask funziona come un amplificatore e permette al proprietario di farsi sentire chiaramente dai suoi interlocutori, anche attraverso il tessuto della mascherina e anche mantenendo la distanza di sicurezza. Non solo: utilizzando sia l'abilità dello smartphone che gli altoparlanti esterni il dispositivo può funzionare anche da traduttore automatico, e permette di far fuoriuscire dalla maschera una traduzione quasi simultanea di quanto pronunciato dal proprietario.

Non è ancora chiaro se e quando la C-Mask di Donut Robotics sarà commercializzata in tutto il mondo. Il gruppo ha già confermato di aver programmato per settembre il lancio del primo lotto in Giappone, dove il dispositivo costerà poco più di 30 euro. Per quel che riguarda la distribuzione nel resto dell'Asia e soprattutto nei continenti occidentali il gruppo sembra aver ricevuto interesse da potenziali partner, ma allo stesso tempo non aver concluso ancora alcun accordo.