La pandemia da coronavirus e il conseguente lockdown hanno costretto miliardi di persone in tutto il mondo a ripensare parecchi aspetti della loro quotidianità, compreso l'apprendimento scolastico. La didattica a distanza è diventata di casa praticamente ovunque, ma in Nigeria c'è una professoressa che con i suoi insegnamenti è riuscita a superare i confini del suo Paese per arrivare ad aiutare alunni di tutto il mondo. Si chiama Basirat Olamide Ajayi, e ad oggi insegna matematica a più di 1.800 alunni su WhatsApp, Twitter e molte altre piattaforme onlne.

La sua storia è diventata virale in questi giorni ma in realtà Ajayi, che insegna matematica in una scuola superiore nella immensa Lagos, si è rivolta alle piattaforme online fin dall'inizio del lockdown. Le sue lezioni — impartite su Instagram, Twitter, WhatsApp, YouTube ma anche su piattaforme per le videoconferenze come Zoom — sono gratuite e hanno attirato un numero di alunni in lento ma costante aumento negli ultimi sei mesi.

L'insegnante ha iniziato a offrire lezioni online in modo piuttosto rudimentale, limitandosi a risolvere problemi matematici di livello liceale con carta e penna, mentre con lo smartphone riprendeva i fogli. Grazie alla donazione della famiglia di uno dei suoi follower ha poi acquistato una lavagna grazie alla quale ora può rivolgersi al suo pubblico con più chiarezza. I video durano al massimo 5 minuti, durante i quali vengono anche assegnati compiti agli studenti, che se rispondono ricevono una valutazione dalla loro prof a distanza.

Ajayi ha ammesso di rimanere a volte sveglia fino alle 2 di notte per correggere gli elaborati della sua classe virtuale extra large, ma anche che la soddisfazione di poter essere d'aiuto a così tante persone compensa ogni sforzo. "L'insegnamento online mi fa sentire come se potessi insegnare matematica a tutto il mondo", ha dichiarato la prof; "Su Twitter mi vedono persone da ogni angolo del pianeta, non solo a Lagos e non solo in Nigeria: è una cosa che mi dà una gioia immensa".

In effetti tra i suoi 1.800 seguaci non mancano alunni internazionali: le lezioni del resto sono offerte in lingua inglese, e tra gli studenti più recenti c'è anche un canadese. Il paradosso è che mentre la popolarità di Ajayi supera i confini nazionali, in Nigeria restano ancora alunni che anche volendo non possono connettersi alle sue lezioni. Il digital divide nel Paese africano è profondo; come denuncia la stessa insegnante, molti ragazzi in Nigeria non dispongono di un piano dati adeguato a seguire lezioni online, e una buona percentuale non ha neppure lo smartphone o un dispositivo in grado di connettersi a Internet.